La cultura dell'attività fisica e del movimento sin dalla nascita. Su questo blog gli esperti di Saluteinmovimento condividono consigli, esperienze e curiosità utili per mantenere in forma neonati e bambini. Dall'attività terrestre all'ambientamento acquatico.
Cellule staminali del
cordone ombelicale: un patrimonio biologico di cui spesso non si conoscono
le potenzialità. Cosa sono e a cosa servono? Queste sono solo alcune delle
domande che una futura mamma e un futuro papà si pongono.
Le risposte sono contenute all’interno del libro L’eroica
storia del Signor Cordone, scritto da Amos Cartabia e da Francesca
Canevari in collaborazione con Gabriele
Magni informatore e consulente scientifico nel campo della conservazione
delle staminali cordonali e dei test genetici prenatali. Il libro, edito da A.Car Edizioni vuole essere un valido supporto informativo per
tutte le coppie che vogliono approfondire questa tematica.
La presentazione del libro è prevista per sabato 18 febbraio alle 17.30 a Modena
presso il Foro Boario di Via Nonantola. La fiaba destinata a bambini e adulti è
arricchita delle illustrazioni di Chiara
Vincenzi.
L’intento del libro è quello di fornire informazioni valide sulle
potenzialità delle cellule staminali e sulla possibilità che i genitori hanno
di preservare questo patrimonio biologico attraverso la donazione pubblica o la
conservazione privata. Queste cellule infatti vengono ad oggi utilizzate in
campo medico per il trattamento di oltre 80 patologie e sono un bene prezioso
per l’uomo.
Nonostante si senta sempre più spesso parlare di conservazione del
cordone ombelicale, molti futuri genitori richiedono informazioni riguardo a questa
pratica, ancora relativamente nuova, soprattutto nel nostro Paese. Il prelievo
è sicuro? Il bimbo proverà dolore? Come si conservano le cellule per un tempo
così lungo? Proviamo in questa sede a fare chiarezza sulle modalità del
prelievo delle cellule staminali presenti nel cordone e della loro
conservazione.
Innanzitutto è bene tranquillizzare le famiglie riguardo
alla sicurezza del prelievo del campione. La raccolta del sangue cordonale,
infatti, avviene subito dopo il parto attraverso un processo semplice e
indolore. Personale ostetrico qualificato effettuerà il prelievo di sangue dopo
il taglio del cordone, mentre il bimbo starà già ricevendo l'assistenza
postparto. Il campione raccolto sarà a questo punto trasportato nei laboratori
della biobanca di conservazione, dove i biologi effettueranno le analisi
necessarie per verificare l’idoneità del campione cellulare. In seguito, prima
del congelamento il sangue cordonale viene ripulito dal plasma e dai globuli
rossi e miscelato con un particolare agente crioprotettivo [1]. Conclusi questi passaggi i campioni vengono conservati in
azoto liquido o gassoso a -196°C all’interno di particolari contenitori
chiamati biocontainers, che si trovano all’interno di stanze provviste dei
migliori sistemi di sicurezza, come sistemi di allarme in grado di rilevare
anche la minima variazione di temperatura e fonti secondarie di azoto, pronte ad essere
rilasciate in caso black-out elettrici.
Un recente studio scientifico ha
dimostrato che conservando le cellule staminali cordonali seguendo questi
processi, esse rimangono vitali e mantengono le loro importanti proprietà fino
a 24 anni [2].
2.
Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic
stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and
isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord
blood. Blood. 117(18): p. 4773-7.
Due futuri genitori affrontano la
scelta della conservazione
cordone ombelicale: ma a quale struttura affidarsi? Una decisione
importante, considerato anche il fatto che le cellule staminali cordonali
possono essere raccolte unicamente al momento della nascita.
Ad oggi le banche che si occupano di
conservare il cordone sono numerose, ma non tutte offrono il servizio con lo
stesso standard qualitativo. Ma quali sono i parametri da valutare per
scegliere serenamente la banca a cui affidare il cordone ombelicale?
Bisogna considerare, come prima
cosa, il numero di trapianti effettuati e quello di campioni conservati; un
parametro di primaria importanza per valutare la reale capacità ed esperienza
di una biobanca nello svolgere il ruolo di conservare il sangue cordonale in
modo corretto.
E’ poi
opportuno che una biobanca abbia certificazioni di rilievo relative alla
qualità, tra cui la più importante è la GMP (Good Manufacturing Practice).
Riconosciuta a livello internazionale, la GMP obbliga al rispetto di stringenti
procedure operative per massimizzare la qualità dei prodotti ad uso clinico.
Dal punto di vista scientifico è
importante che una biobanca sia altamente competente e che abbia al suo interno
un Comitato Scientifico qualificato, che abbia all’attivo numerose
pubblicazioni scientifiche, valutate per quantità e soprattutto per qualità.
E’ importante inoltre verificare che
la biobanca scelta metta a disposizione dei propri clienti misure specifiche
per tutelarli dal punto di vista patrimoniale e legale. E’ preferibile quindi
che il contratto proposto sia di diritto italiano e che rispetti il nostro
sistema fiscale e le normative Europee di riferimento.
Utile è anche definire le coperture
assicurative necessarie a garantire la conservazione del cordone ombelicale nel
caso di insolvenza da parte della biobanca.
In Italia oggi solo Sorgente offre
questo tipo di assicurazione, oltre a garantire la crioconservazione per 50
anni.
Ultimi elementi da considerare nella
scelta della biobanca a cui rivolgersi: un servizio ininterrotto tutti i giorni
dell’anno, un’assistenza domiciliare per le questioni burocratiche e la
garanzia di diritto di recesso.
E’ consigliato dunque un servizio il
più completo e affidabile possibile, per soddisfare le esigenze e le
aspettative dei futuri genitori.
Aspettare un bambino comporta una
serie di decisioni importanti da prendere, che riguardano per prima cosa la
salute della mamma e del bambino stesso. Seguire buone abitudini alimentari e
uno stile di vita equilibrato sono solo le indicazioni base per garantire il
benessere di mamma e bebé; ci sono poi le visite di controllo e i test
prenatali, capaci di individuare preventivamente alcune problematiche come ad
esempio la sindrome di Down in gravidanza.
Secondo il parere
dei ginecologi durante i mesi di gravidanza sono necessari una serie di
controlli standard, tra i quali particolare importanza hanno i test di
screening prenatale, che consentono ai genitori di avere informazioni sulla
salute del loro bambino ben prima della nascita, addirittura già nelle prime
settimane di gestazione.
Sono numerosi gli esami di
screening che si possono fare durante la gravidanza e in questo panorama spesso
non è facile scegliere a quali sottoporsi per ottenere risultati attendibili.
Prima valutazione da compiere è
capire quanto precocemente si desidera conoscere come sta il proprio bambino.
Il test che analizza il DNA fetale ad esempio è l’esame che si può svolgere
prima, già dalla 10° settimana di gravidanza. Subito dopo sarà possibile
svolgere il Bi test (tra la 11° e la 13° settimana) abbinato alla translucenza
nucale ed infine il Tri test, tra la 15° e la 17° settimana di gestazione.
Si dovrà poi valutare un altro
fattore altrettanto importante: il tasso di affidabilità. Questo è un dato che
viene misurato sulla percentuale di anomalie effettivamente rilevate (come la
Trisomia 21) e il tasso di falsi positivi, che sono i risultati del test che
segnalano un’anomalia in realtà inesistente.
Analizziamo i tassi di
affidabilità dei test di cui abbiamo già parlato. Il Bi test combinato con la
translucenza nucale è considerato affidabile nella rilevazione della Trisomia
21 per l’80-90%, con un tasso di falsi positivi del 5%. Il Tri test invece ha
un’affidabilità che scende al 60% con una percentuale di falsi positivi che
arriva all’8%. Da ultimo il test prenatale del DNA fetale è considerato
affidabile nella rilevazione delle principali trisomie fetali al 99%, con un
dato dei falsi positivi inferiore allo 0,3%.
Tutti i test di cui abbiamo
parlato sono considerati esami di screening, in quanto forniscono una
percentuale di probabilità per cui il bambino potrebbe avere un’anomalia
cromosomica.
Se il risultato del test è
positivo o non chiaro, occorrerà sottoporsi ad esami diagnostici di tipo
invasivo per confermare o smentire i primi risultati. È chiaro
quindi quanto sia importante scegliere con attenzione i test di screening da effettuare,
per ottenere risultati attendibili senza dover ricorrere ad ulteriori esami di
tipo invasivo.
Il tuo ginecologo di fiducia
saprà consigliarti per valutare i test più adatti a te.
Il corso preparto di musicoterapia in gravidanza
rappresenta una scelta ottimale per quelle future mamme che vogliono
affiancare, al corso preparto tradizionale, un percorso in cui la musica funge sia
da importante mezzo di comunicazione con il bambino, che da utile strumento per
il rilassamento della tensione muscolare per la donna in dolce attesa.
La musica e, più in
generale, le attività sonoro-musicali, possono rivelarsi fondamentali durante
un corso preparto: attraverso l’ascolto passivo di melodie lente e dolci, la
futura mamma viene guidata in un percorso di rilassamento, imparando a gestire
la propria ansia, a modulare il respiro, e potendo così non solo combattere lo
stress immediato, ma anche arginare l’ansia e la tensione, raggiungendo uno
stato mentale positivo e rilassato.
La musicoterapia in gravidanza è pertanto
utile allo scopo di consentire uno stato di rilassamento alla donna in dolce
attesa, ma consente anche alla futura mamma di imparare a riconoscere le
reazioni del bambino allo stimolo musicale. Queste reazioni alla musica si
iniziano a percepire a partire dalla ventisettesima settimana di gravidanza,
quando nel bambino ha inizio lo sviluppo del senso dell’udito che gli
permetterà, da questo momento in poi, di reagire non solo all’ascolto dei
suoni, ma anche alla voce della mamma o del papà. Per tutti questi motivi, durante
il corso preparto di musicoterapia in gravidanza si mettono in atto delle
strategie utili a stimolare il più possibile il sistema nervoso del bambino. Ai
genitori si consiglia non solo di ascoltare le melodie volte alla produzione di
uno stato di rilassamento efficace per la futura mamma – che potrà apprendere
le tecniche per regolare la respirazione – ma anche di parlare al bambino,
delicatamente, dolcemente e lentamente. Ma non solo: attraverso l’uso spontaneo
della voce (i neo genitori possono anche cantare una melodia, una filastrocca o
una nenia), si attiva un percorso di comunicazione importante con il bambino,
che piano piano imparerà a reagire agli stimoli sonori dimostrando di
riconoscere le voci dei genitori.
La musicoterapia in gravidanza
consente anche lo sviluppo di strategie e tecniche di rilassamento che, se ben
acquisite, potranno tornare utili al momento del parto: alla futura mamma
basterà rievocarle per mantenere uno stato mentale di fiducia e rilassamento,
anche durante quel delicato momento, ottenendo lo scioglimento delle tensioni
muscolari ed una corretta respirazione, utile a gestire il dolore e l’ansia.
Poiché lo sviluppo del senso
dell’udito nel bambino avviene a partire dalla ventisettesima settimana, si
consiglia alle future mamme di seguire il corso preparto di musicoterapia in
gravidanza proprio nell’ultimo trimestre. Tuttavia, per favorire il
rilassamento ed il controllo mentale attraverso la musica, è possibile iniziare
a seguire un corso preparto di musicoterapia sin dai primi mesi della
gravidanza.
Sul sito www.corso-preparto.it, sarà possibile
ottenere tute le informazioni sui corsi preparto e postparto più consoni alle
proprie esigenze, effettuando una ricerca sul motore dedicato, su Ok Corso
Preparto.
Sul canale YouTube Saluteingravidanza si possono consultare i video con i consigli degli esperti di fitness in gravidanza.
Abbiamo fatto di tutto per il benessere del nostro bambino, già dai
primi mesi di gravidanza: controlli medici frequenti, corsi preparto, letture
sulla puericoltura e documentazione su conservazione
cordone ombelicale e cellule staminali, attività fisica costante e
moderata. Ed ora che è nato? Perché non continuare con le buone abitudini prese
mantenendo una alimentazione sana e una vita attiva? Non è così difficile come
sembra: bastano poche ore alla settimana che possiamo dedicare a noi stesse e
al nostro bambino. Si, perché anche lui può venire con noi e godere della
nostra compagnia in un modo nuovo e speciale. Naturalmente, la ginnastica per i
bebé è da intendersi in maniera dolce e sotto forma di gioco: un modo nuovo,
come dicevamo, per stare con la mamma (e perché no, magari anche con il papà).
I neonati infatti possono trarre benefici dalla "ginnastica"
soft praticata da e con mamma e papà: semplici e delicate manipolazioni che
possono essere apprese ed eseguite sin dai giorni di vita. Il movimento
stimolerà la funzionalità cardiaca del neonato e aiuterà anche il metabolismo e
lo sviluppo psicofisico del bambino. La manipolazione inoltre sarà di aiuto per
la costruzione di un rapporto genitore-figlio ancora più stretto, sviluppando
le caratteristiche relazionali del piccolo. Grazie alla ginnastica dolce per
neonati si possono inoltre ottenere benefici sulla coordinazione, i riflessi e
il senso dell'equilibrio del bebé.
Un altra attività ottimale sin dai primi mesi di vita è quella in
piscina. Generalmente ci si può avvicinare a questa attività a partire dai sei
mesi di vita, ma in alcuni casi è possibile trovare anche corsi di acquaticità
per neonati che accettano bimbi dai tre mesi di vita in su. L'acqua per il
neonato è un ambiente familiare, simile a quello che lo ha accolto nel grembo
materno, e dunque i neonati generalmente si approcciano all'acqua con grande
tranquillità e serenità. Anche per la mamma (o per il papà) dedicarsi questi
pochi minuti in compagnia del suo bambino nell'ambiente acquatico può essere
molto rilassante e aiutare a combattere lo stress e le preoccupazioni.
Quando poi il bambino sarà più grande si potrà passare a proporgli una
attività fisica più intensa, sempre attraverso il gioco, il divertimento e la
compagnia dei genitori. Tra le metodologie recenti per seguire questa strada vi
è la psicomotricità, nuovo metodo educativo che guarda allo sviluppo
psicofisico del bambino e propone una ginnastica adatta ad ogni età, a partire
dai 10-12 mesi di età in poi.
Naturalmente, ogni iniziativa dovrà prima essere concordata con il
pediatra, che dovrà dare il via libera, ed ogni esercizio o nuova esperienza
risulterà ottimale se eseguita con la supervisione di un esperto che saprà
guidare i genitori nella maniera più corretta ed insegnare loro a gestire il
bambino senza ansie.
Originario degli Stati Uniti, il
baby shower è un evento nel quale si celebra l'arrivo di un bebè. Un
appuntamento della tradizione americana che, piano piano, si sta diffondendo
anche in Europa e nel nostro paese, acquistando un’importanza sempre maggiore, simile
a quella relativa alla scelta del corredo per il piccolo o alla partecipazione
a un corso preparto.
Che cos'è precisamente il baby
shower? È una festa di celebrazione della futura maternità, che mette al centro
la mamma e il figlio che porta ancora in grembo. Questa festa, che si svolge
qualche settimana prima della nascita del bambino, è diventata popolare grazie
alla diffusione in tutto il mondo di film e serie televisive americane. La
tradizione del baby shower sta attecchendo anche in Italia, non diversamente da
come è avvenuto per la festa di Halloween.
Di solito, sono le amiche o le
parenti della futura mamma a organizzare l’evento, che prevede la
partecipazione solo di donne. Nel corso del baby shower, amiche e parenti
portano tantissimi regali per la neomamma – vera protagonista della festa – e per
il bambino: “baby shower” indica infatti la doccia di doni per il bebè. Spesso
è la stessa futura mamma a compilare una lista di ciò che può essere utile a
lei e al nascituro, un po’ come fanno i futuri sposi con la lista nozze. Così
facendo, la futura mamma non si troverà nella condizione di ricevere regali
doppi oppure doni che resteranno inutilizzati.
In occasione della festa, viene
inoltre predisposto un piccolo rinfresco e le donne si divertono con giochi a
tema. Per esempio, cercano di indovinare la data del parto o la misura del
pancione. In alcuni casi, vengono preparate dalle partecipanti più fantasiose
delle decorazioni per la casa, degli inviti “su misura” e dei souvenir da
conservare. Visto il successo di questo fenomeno anche in Italia, è nata anche
nel nostro paese la figura professionale dell’organizzatrice
specializzata nei baby shower, che cura dettagli e particolari dell’evento, per
renderlo un momento speciale per la futura mamma.
Per festeggiare al meglio il baby
shower, la futura mamma può frequentare un corso preparto che la prepari
psicologicamente e fisicamente al parto, aiutandola a rimanere in forma.
Attraverso
il motore di ricerca di Ok Corso
Preparto, è possibile trovare i corsi più
in adatti a ciascuna mamma.
La decisione di avere un figlio porta la coppia a
scoprire un nuovo mondo e, soprattutto, a cercare di capire come gestire e proteggere
insieme la nuova vita che sta per arrivare. Per questo motivo spesso i corsi preparto di coppia sono un’ottima scelta, in particolar modo se si è al
primo figlio, anche se possono essere utili anche a chi aspetta il secondo o
oltre.
Perché? Sicuramente si migliora l’intesa e il papà si
sente davvero più partecipe durante il periodo della gravidanza, che altrimenti
lui vivrebbe da una posizione defilata. Questo è uno dei primi pro di un corso
preparto di coppia: il futuro papà si sente maggiormente coinvolto, impara e
comprende come supportare la sua compagna durante tutti i 9 mesi di gravidanza,
ma anche durante il travaglio e il parto.
In alcuni corsi preparto inoltre sono comprese anche
alcune informazioni teoriche, come fisiologia della gravidanza e anatomia della
donna e vengono insegnati esercizi e tecniche utili per supportare la donna
durante il parto.
La conclusione dunque è che davvero un corso preparto di
coppia può essere molto utile per far sì che i due partner si sentano in
sintonia e partecipi allo stesso modo. D’altra parte, anche la futura mamma deve
imparare a comunicare meglio con il proprio partner, a evitare di minimizzare
il suo ruolo di padre in questa fase della vita del bambino, così come nel
futuro. Per la felicità della nuova famiglia che si sta creando, entrambi i
genitori si devono sentire liberi di esprimere dubbi e paure in un dialogo
aperto e sincero.
Organizzare e programmare insieme impegni e orari
diventerà, con l’arrivo del bambino, la costante e la frequenza in coppia ad un
corso preparto richiede la sincronizzazione di impegni di lavoro e gestione
della propria giornata, offrendo così un modo in più per prepararsi a
condividere le novità in arrivo. I corsi, tenuti da una ginecologa o da una ostetrica,
servono dunque a rasserenare la coppia e a fornire utili indicazioni per la
gestione del bambino e il mantenimento di una vita di coppia serena e
soddisfacente.
Se cerchi un corso preparto di coppia nella tua città, ti
basta collegarti a Ok CorsoPreparto: il motore di ricerca
numero 1 per i corsi preparto e postparto in Italia. Per i video sulla ginnastica in gravidanza visita il canale Youtube Saluteingravidanza. A presto!
Il meglio delle discipline orientali, come lo yoga o la meditazione,
unito a un esercizio fisico efficace ma non stressante, che lavora sulla
muscolatura profonda e sulla connessione mente-corpo: si tratta del pilates,
una disciplina che apporta benefici in ogni fase della vita e che è indicata
anche durante la gravidanza. Un corso preparto di pilates in gravidanza insegna alle donne in attesa a
controllare la propria respirazione, ad assumere una postura corretta in modo
da evitare fastidiosi mal di schiena e a percepire i muscoli del proprio corpo
attraverso un allenamento efficace e mai stressante per il corpo e per le
articolazioni.
Il metodo pilates è stato messo a
punto nel secolo scorso da Joseph Pilates e mira essenzialmente ad ottenere un
buon allenamento di tutti i muscoli del corpo, in particolare quelli del tronco
e della zona dorsale. Il metodo pilates è stato definito dal suo stesso
creatore "Contrology": il termine si riferisce al controllo sulla
respirazione, sulla postura e sui muscoli del proprio corpo che questa
disciplina mira a fare acquisire. In un corso di pilates dedicato alle
gestanti, nello specifico, si lavora soprattutto con esercizi che mirano a
insegnare e a ristabilire una postura corretta. Il peso del pancione, infatti,
spesso porta le donne in attesa di un bambino a sbilanciare il loro baricentro.
Questo sbilanciamento sembra rendere i movimenti più semplici e meno faticosi
ma in realtà porta a lombalgie e sciatalgie dolorose. Gli esercizi del metodo
pilates mirano dunque, nel breve termine, a dare sollievo alla colonna
vertebrale e ai muscoli del tronco affaticati e, nel lungo termine, ad abituare
mente e corpo al mantenimento della postura più corretta.
Le lezioni di pilates possono prevedere
esercizi a corpo libero, esercizi da eseguire con l’aiuto di una fit ball (un
grosso pallone gonfiabile, generalmente in pvc, che ha un diametro compreso tra
i 45 ei 75 centimentri) oppure esercizi eseguiti con l'ausilio di appositi
macchinari. I principi cardine della disciplina, però, rimangono invariati:
lavoro sul baricentro e sui muscoli addominali e dorsali (che in questa
disciplina sono visti come il centro di controllo e di forza dell'intero
corpo), controllo della respirazione (importante per eseguire gli esercizi con
minore fatica ed essenziale per le donne in gravidanza, per le quali una
respirazione corretta si rivelerà un aiuto importante al momento del parto),
precisione dei movimenti e concentrazione (si verrà infatti spesso invitati ad
attivare quella connessione tra mente e corpo che consente di controllare in
ogni momento i muscoli e la postura).
Gli esercizi del pilates non hanno nulla
a che fare con l'attività aerobica: non sono veloci e mirati all'allenamento
delle fasce muscolari superficiali o al dimagrimento, sono invece lenti e
mirano a tonificare ed allenare le fasce muscolari più profonde, per regalare
un migliore sostegno al corpo e un maggiore controllo su di esso.
Cerchi un corso preparto? Un
corso di pilates in gravidanza a Genova, Milano o nella tua città? Trovalo su Ok
Corso Preparto: il motore di ricerca numero 1 per i corsi preparto e postparto
in Italia. Visita il sito www.corso-preparto.it.
I corsi preparto che offrono lezioni di danza del ventre si stanno diffondendo sempre
di più: si tratta di una disciplina nata in Oriente che secondo alcuni
rappresenta una delle più antiche danze di preparazione al parto e che può
portare moltissimi benefici, sia a livello fisico sia a livello mentale. Questa
danza prevede movimenti lenti e suadenti che, eseguiti al ritmo di melodie
esotiche, stimolano e allenano le aree muscolari maggiormente interessate dalla
gravidanza e dal travaglio. Il risultato che si ottiene è un miglior tono dei
tessuti muscolari del bacino e dell’area pelvica e un maggiore sostegno alla
colonna vertebrale, affaticata durante la gravidanza dall’aumento del peso e
dalla postura modificata.
I corsi preparto che insegnano i fondamentali di questa danza offrono
un aiuto efficace a quelle donne che vivono con difficoltà i cambiamenti del
loro corpo, aiutandole ad accettarsi con serenità, e facilitano inoltre lo
svolgimento del parto naturale. Le lezioni di danza del ventre iniziano e
terminano con esercizi di rilassamento e di respirazione che, oltre a donare
una sensazione di benessere e di concentrazione, producono effetti molto
positivi sulla relazione tra madre e figlio, che imparano in questo modo ad
“ascoltarsi” e a raggiungere una maggiore armonia.
Un
altro vantaggio importante che deriva dall’allenamento dei muscoli pelvici e
dell’area del perineo consiste nella prevenzione di alcuni disturbi tipici del
post-partum come l’incontinenza. “Onde”, “otto”, “cammello” o “serpente”, sono
alcuni dei movimenti tipici della danza del ventre, che aiutano a tonificare la
zona dorsale grazie alla circolarità delle movenze, e che aiutano a percepire e
ad assecondare meglio le spinte nella fase dell’espulsione durante il parto.
Per
frequentare un corso preparto di danza del ventre non è richiesto nulla di
diverso rispetto a qualsiasi altro corso preparto: abiti freschi e comodi,
calze anti-scivolo, acqua, un asciugamano e in più solamente un foulard
colorato di grandi dimensioni, meglio se di forma triangolare. È necessario
infine presentare un certificato medico per attività sportiva non agonistica, e
ottenere il benestare del ginecologo che segue la vostra gravidanza.
Per
trovare il corso di danza del ventre più vicino a voi, cliccate su OkCorso Preparto, il motore di
ricerca n°1 per i corsi pre e postparto in Italia.
Dall’idea di un gruppo di mamme nasce il motore di ricerca interamente dedicato ai corsi preparto e postparto: digita, cerca, trova!
È online soltanto da pochi mesi ma ha già riscosso un grande successo tra le mamme in attesa, a conferma di quanto ci fosse bisogno sulla rete di un motore di ricerca pratico, completo e affidabile per i corsi preparto e postparto in Italia. Si chiama Ok Corso Preparto ed è raggiungibile all’indirizzo www.corso-preparto.it
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Ok Corso Preparto nasce dalla collaborazione di un team di mamme e professioniste nel settore della gravidanza. Dalla loro esperienza e dal contatto con tante donne in gravidanza alla ricerca di informazioni sui corsi pre e postparto nasce l'idea di creare un motore di ricerca completo e facile da consultare che sia di aiuto nella ricerca del corso perfetto per ogni donna, uno strumento creato dalle mamme per le mamme, centrato quindi sulle esigenze specifiche delle donne in gravidanza.
Ok Corso Preparto è uno strumento aperto a tutte le strutture che organizzano corsi preparto e postparto, che in maniera del tutto gratuita possono registrarsi sul portale e inserire i loro corsi completi di immagini, brochure e informazioni dettagliate. Un punto di incontro tra la domanda di servizi di qualità per le future mamme e l’offerta dei professionisti, che hanno la possibilità di interagire direttamente con le future mamme nella rete.
Dalle mamme per le mamme, Ok Corso Preparto è lo strumento pratico, completo e gratuito per trovare i migliori corsi preparto e postparto in Italia. Qui troverai anche informazioni sull'attività di Michela e Fabio di Saluteinmovimento, personal trainers specializzati in gravidanza e attività post partum. È facile: digita, cerca, trova!
Gli esercizi aerobici sono importanti per il sistema
cardiovascolare, per migliorare il metabolismo e per bruciare le riserve di
grasso accumulate in gravidanza. Per mezzo dell’attività fisica, ai muscoli
arriverà una maggiore quantità di ossigeno con un miglioramento delle
prestazioni; inoltre vengono prodotte beta-endorfine, ormoni che agendo sul
cervello regalano una piacevole sensazione di benessere.
La maggior parte della ginnastica che viene praticata dopo
il parto ha come scopo quello di tonificare il pavimento pelvico, di recuperare
una corretta postura e di eliminare i chili in eccesso accumulati durante la
gravidanza. Praticare esercizi adatti (sia prima, sia dopo il parto) garantirà
il recupero fisico ed aiuterà anche sotto il profilo psicologico, nel limitare
possibili preoccupazioni per le conseguenze “estetiche” portate dalla
maternità.
Gli esercizi fisici e soprattutto l’attività aerobica dovranno
essere praticati con una certa costanza (se si vogliono ottenere dei
risultati), con una frequenza di tre volte alla settimana. Sono esercizi
aerobici, per esempio, camminare, correre, nuotare, andare in bici, in cui
viene mantenuta una frequenza cardiaca medio-bassa, dal 60 al 70% della
frequenza cardiaca massima.
Il movimento sta alla base
dello sviluppo del bambino che, per crescere, impara a conoscere le cose
attorno a se per mezzo del gioco, del contatto con gli oggetti e delle persone
che frequenta. Il bambino vive in prima persona le esperienze motorie ed inizia
a prendere coscienza, ad organizzarsi nello spazio, fino ad utilizzare il proprio corpo, sempre
con maggiore sicurezza.
L’attività fisica è consigliata
ai bambini e la “psicomotricità” è una nuova metodologia educativa e
terapeutica che si rivolge allo sviluppo psicofisico del bambino, attraverso
l'integrazione e l'equilibrio di aspetti motori, cognitivi e affettivi. Mediante
una ginnastica adatta alla propria età, il bambino acquisisce anche la capacità
di esprimersi e di relazionarsi con gli
altri bambini e con gli adulti. In genere, corsi o laboratori si rivolgono a tutti i
bambini a partire dai 3/4 anni d’età, ma in alcuni nidi la psicomotricità viene
proposta già a piccoli di 10-12 mesi.
Gli esercizi dovranno
necessariamente essere basati sul gioco e stimolare la fantasia e la curiosità;
in questi primi anni di vita, per esempio, si impara il concetto di equilibrio e
si consapevolizzano gli atti respiratori ed il battito cardiaco e, soprattutto,
si insegna al bambino il rispetto e l’accettazione delle regole dei giochi e
dei compagni di gioco.
Il sangue del
cordone ombelicale si sta rivelando di
grande interesse per la medicina in quanto, al suo interno, sono presenti
cellule staminali caratterizzate da
interessanti capacità sia differenziative che immunologiche. Tali
cellule possono essere o conservate in strutture pubbliche tramite la
cosiddetta donazione cordone ombelicale, oppure possono
essere conservate privatamente in apposite biobanche. Ma cosa deve fare nella
pratica una futura mamma che decide di conservare privatamente le preziose staminali del cordone ombelicale?
I passaggi che i genitori devono compiere dopo aver preso la
decisione di conservare il cordone del nascituro non sono così complicati, ma è
bene conoscerli per non tralasciare nulla e fare tutto nei tempi stabiliti,
senza stressanti corse dell’ultimo momento.
Per prima cosa i genitori dovranno scegliere la struttura a
cui affidare le cellule cordonali del proprio bimbo. Le biobanche che offrono
questo servizio non sono tutte uguali, non tutte propongono gli stessi standard
qualitativi e le stesse tutele; ecco perché la scelta deve essere fatta con
attenzione, tenendo in considerazione alcuni importanti parametri, come la
presenza di un’assicurazione che garantisca la continuità del servizio anche il
caso di fallimento della banca di conservazione e la presenza di certificazioni
come la GMP [1],
la più autorevole poiché riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità.
Dopo l’adesione al servizio presso la struttura prescelta i
genitori dovranno richiedere alla direzione sanitaria dell’ospedale dove
avverrà il parto i moduli necessari per ottenere l’autorizzazione
all’esportazione del sangue cordonale. A questo punto mamma e papà dovranno
contattare la biobanca che si occuperà di inviare a casa il kit per la raccolta
delle cellule staminali, che dovranno portare in clinica il giorno del parto.
Dopo il parto l’ostetrica si occuperà di effettuare la raccolta del campione,
che grazie ai dispositivi contenuti all’interno del kit sarà mantenuto a
temperatura costante fino all’arrivo nei laboratori, dove le cellule saranno
conservate in strutture chiamate bioconteiners a una temperatura di -196°C. Le
cellule staminali verranno conservate per 20 anni e rimarranno a disposizione
della famiglia in caso di necessità.
MA BIMBI
COSI’ PICCOLI NON RISCHIANO DI “BERE”,
SE IMMERSI?
Nel neonato è fisiologico un meccanismo - chiamato comunemente "glottide" - che consente di bloccare il respiro quando si è in immersione. Questo meccanismo resta naturale nei primi sei mesi di vita, dal momento che il bambino lo ha utilizzato per nove mesi quando stava nel ventre della mamma. Già mediante i primi bagnetti casalinghi è possibile stimolare l’esercizio di questa attività, fino a renderla completamente consapevole.
E’ intanto fondamentale cominciare a utilizzare la vasca da bagno per i primi bagnetti, fin dalle prime settimane di vita del bimbo o della bimba, per non far perdere l’abitudine a stare nell’acqua acquisita nei novi mesi trascorsi all’interno del ventre materno. Esistono piscine ed impianti natatori con vasche di acqua calda che sviluppano corsi a partire da 3 mesi, anche se buona parte dei pediatri dà il consenso all’attività a partire dal sesto mese di vita.
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QUANTI GRADI DOVRA’ ESSERE
LA TEMPERATURA DELL’ACQUA, IN UN CORSO DI NUOTO NEONATALE?
E’ intanto fondamentale cominciare a utilizzare la
vasca da bagno per i primi bagnetti, fin dalle prime settimane di vita del
bimbo o della bimba, per non far perdere l’abitudine a stare nell’acqua
acquisita nei novi mesi trascorsi all’interno del ventre della mamma. Esistono
piscine ed impianti natatori con vaschette di acqua calda che sviluppano corsi a
partire da 3 mesi, anche se buona parte dei pediatri dà il consenso
all’attività a partire dal sesto mese di vita.
A partire dal sesto mese i bambini possono sopportare una temperatura di poco inferiore ai 33 gradi - non meno di 30, in generale - ed è possibile iscriverli presso qualunque impianto dotato di vaschetta riscaldata dedicata esclusivamente ai corsi di nuoto neonatale. Da ricordare che per contenere i “bisognini fisiologici” è necessario utilizzare dei pannolini/mutandine contenitivi resistenti all'acqua.
Prima di iscrivere i bimbi in piscina, chiedete il nulla osta al pediatra.
Lo scopo di un corso di acquaticità neonatale non sarà quello di
insegnare ai piccoli i segreti degli stili e le tecniche di nuoto più
raffinate, ma prolungare il piacere dello stare ancora nell'acqua lavorando
sulla motricità attraverso una semplicissima attività ludica.
L'attività in acqua è una
bellissima esperienza mediante la quale
il bambino rinforza il sistema cardio-circolatorio, respiratorio e l'apparato
scheletrico. La relazione affettiva viene fortemente stimolata dalla
cooperazione coi genitori, che in genere partecipano attivamente alle lezioni,
mentre la presenza di altri bambini favorisce la socializzazione.
Per saperne di più guarda i video con la piccola Vittoria su Youtube.