giovedì 16 febbraio 2017

L’eroica storia del Signor Cordone: alla scoperta delle cellule staminali cordonali

Cellule staminali del cordone ombelicale: un patrimonio biologico di cui spesso non si conoscono le potenzialità. Cosa sono e a cosa servono? Queste sono solo alcune delle domande che una futura mamma e un futuro papà si pongono.

Le risposte sono contenute all’interno del libro L’eroica storia del Signor Cordone, scritto da Amos Cartabia e da Francesca Canevari in collaborazione con Gabriele Magni informatore e consulente scientifico nel campo della conservazione delle staminali cordonali e dei test genetici prenatali. Il libro, edito da A.Car Edizioni vuole essere un valido supporto informativo per tutte le coppie che vogliono approfondire questa tematica.

La presentazione del libro è prevista per sabato 18 febbraio alle 17.30 a Modena presso il Foro Boario di Via Nonantola. La fiaba destinata a bambini e adulti è arricchita delle illustrazioni di Chiara Vincenzi.


L’intento del libro è quello di fornire informazioni valide sulle potenzialità delle cellule staminali e sulla possibilità che i genitori hanno di preservare questo patrimonio biologico attraverso la donazione pubblica o la conservazione privata. Queste cellule infatti vengono ad oggi utilizzate in campo medico per il trattamento di oltre 80 patologie e sono un bene prezioso per l’uomo.

martedì 3 maggio 2016

Cellule staminali del cordone ombelicale: i processi di raccolta e conservazione

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente


Nonostante si senta sempre più spesso parlare di conservazione del cordone ombelicale, molti futuri genitori  richiedono informazioni riguardo a questa pratica, ancora relativamente nuova, soprattutto nel nostro Paese. Il prelievo è sicuro? Il bimbo proverà dolore? Come si conservano le cellule per un tempo così lungo? Proviamo in questa sede a fare chiarezza sulle modalità del prelievo delle cellule staminali presenti nel cordone e della loro conservazione.

Innanzitutto è bene tranquillizzare le famiglie riguardo alla sicurezza del prelievo del campione. La raccolta del sangue cordonale, infatti, avviene subito dopo il parto attraverso un processo semplice e indolore. Personale ostetrico qualificato effettuerà il prelievo di sangue dopo il taglio del cordone, mentre il bimbo starà già ricevendo l'assistenza postparto. Il campione raccolto sarà a questo punto trasportato nei laboratori della biobanca di conservazione, dove i biologi effettueranno le analisi necessarie per verificare l’idoneità del campione cellulare. In seguito, prima del congelamento il sangue cordonale viene ripulito dal plasma e dai globuli rossi e miscelato con un particolare agente crioprotettivo [1]. Conclusi questi passaggi i campioni vengono conservati in azoto liquido o gassoso a -196°C all’interno di particolari contenitori chiamati biocontainers, che si trovano all’interno di stanze provviste dei migliori sistemi di sicurezza, come sistemi di allarme in grado di rilevare anche la minima variazione di temperatura e  fonti secondarie di azoto, pronte ad essere rilasciate in caso black-out elettrici. 

Un recente studio scientifico ha dimostrato che conservando le cellule staminali cordonali seguendo questi processi, esse rimangono vitali e mantengono le loro importanti proprietà fino a 24 anni [2].

Per ulteriori informazioni: www.sorgente.com

Note:
1. Moise, K.J., Jr., Umbilical cord stem cells. Obstet Gynecol, 2005. 106(6): p. 1393-407.

2. Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117(18): p. 4773-7.

giovedì 17 marzo 2016

Scegliere la banca per conservare il cordone ombelicale

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Due futuri genitori affrontano la scelta della conservazione cordone ombelicale: ma a quale struttura affidarsi? Una decisione importante, considerato anche il fatto che le cellule staminali cordonali possono essere raccolte unicamente al momento della nascita.
Ad oggi le banche che si occupano di conservare il cordone sono numerose, ma non tutte offrono il servizio con lo stesso standard qualitativo. Ma quali sono i parametri da valutare per scegliere serenamente la banca a cui affidare il cordone ombelicale?

Bisogna considerare, come prima cosa, il numero di trapianti effettuati e quello di campioni conservati; un parametro di primaria importanza per valutare la reale capacità ed esperienza di una biobanca nello svolgere il ruolo di conservare il sangue cordonale in modo corretto.



E’ poi opportuno che una biobanca abbia certificazioni di rilievo relative alla qualità, tra cui la più importante è la GMP (Good Manufacturing Practice). Riconosciuta a livello internazionale, la GMP obbliga al rispetto di stringenti procedure operative per massimizzare la qualità dei prodotti ad uso clinico.
Dal punto di vista scientifico è importante che una biobanca sia altamente competente e che abbia al suo interno un Comitato Scientifico qualificato, che abbia all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche, valutate per quantità e soprattutto per qualità.

E’ importante inoltre verificare che la biobanca scelta metta a disposizione dei propri clienti misure specifiche per tutelarli dal punto di vista patrimoniale e legale. E’ preferibile quindi che il contratto proposto sia di diritto italiano e che rispetti il nostro sistema fiscale e le normative Europee di riferimento.
Utile è anche definire le coperture assicurative necessarie a garantire la conservazione del cordone ombelicale nel caso di insolvenza da parte della biobanca.
In Italia oggi solo Sorgente offre questo tipo di assicurazione, oltre a garantire la crioconservazione per 50 anni.

Ultimi elementi da considerare nella scelta della biobanca a cui rivolgersi: un servizio ininterrotto tutti i giorni dell’anno, un’assistenza domiciliare per le questioni burocratiche e la garanzia di diritto di recesso.
E’ consigliato dunque un servizio il più completo e affidabile possibile, per soddisfare le esigenze e le aspettative dei futuri genitori.

Per ulteriori informazioni: www.sorgente.com

giovedì 30 luglio 2015

La scelta di un test di screening prenatale non invasivo

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Aspettare un bambino comporta una serie di decisioni importanti da prendere, che riguardano per prima cosa la salute della mamma e del bambino stesso. Seguire buone abitudini alimentari e uno stile di vita equilibrato sono solo le indicazioni base per garantire il benessere di mamma e bebé; ci sono poi le visite di controllo e i test prenatali, capaci di individuare preventivamente alcune problematiche come ad esempio la sindrome di Down in gravidanza.
Secondo il parere dei ginecologi durante i mesi di gravidanza sono necessari una serie di controlli standard, tra i quali particolare importanza hanno i test di screening prenatale, che consentono ai genitori di avere informazioni sulla salute del loro bambino ben prima della nascita, addirittura già nelle prime settimane di gestazione.

Sono numerosi gli esami di screening che si possono fare durante la gravidanza e in questo panorama spesso non è facile scegliere a quali sottoporsi per ottenere risultati attendibili.
Prima valutazione da compiere è capire quanto precocemente si desidera conoscere come sta il proprio bambino. Il test che analizza il DNA fetale ad esempio è l’esame che si può svolgere prima, già dalla 10° settimana di gravidanza. Subito dopo sarà possibile svolgere il Bi test (tra la 11° e la 13° settimana) abbinato alla translucenza nucale ed infine il Tri test, tra la 15° e la 17° settimana di gestazione.
Si dovrà poi valutare un altro fattore altrettanto importante: il tasso di affidabilità. Questo è un dato che viene misurato sulla percentuale di anomalie effettivamente rilevate (come la Trisomia 21) e il tasso di falsi positivi, che sono i risultati del test che segnalano un’anomalia in realtà inesistente.
Analizziamo i tassi di affidabilità dei test di cui abbiamo già parlato. Il Bi test combinato con la translucenza nucale è considerato affidabile nella rilevazione della Trisomia 21 per l’80-90%, con un tasso di falsi positivi del 5%. Il Tri test invece ha un’affidabilità che scende al 60% con una percentuale di falsi positivi che arriva all’8%. Da ultimo il test prenatale del DNA fetale è considerato affidabile nella rilevazione delle principali trisomie fetali al 99%, con un dato dei falsi positivi inferiore allo 0,3%.
Tutti i test di cui abbiamo parlato sono considerati esami di screening, in quanto forniscono una percentuale di probabilità per cui il bambino potrebbe avere un’anomalia cromosomica.
Se il risultato del test è positivo o non chiaro, occorrerà sottoporsi ad esami diagnostici di tipo invasivo per confermare o smentire i primi risultati. È chiaro quindi quanto sia importante scegliere con attenzione i test di screening da effettuare, per ottenere risultati attendibili senza dover ricorrere ad ulteriori esami di tipo invasivo.
Il tuo ginecologo di fiducia saprà consigliarti per valutare i test più adatti a te.

Scopri il test prenatale Aurora sul DNA fetale su www.testprenataleaurora.it

lunedì 19 maggio 2014

Corso di musicoterapia in gravidanza: vantaggi per la mamma ed il bambino

A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Il corso preparto di musicoterapia in gravidanza rappresenta una scelta ottimale per quelle future mamme che vogliono affiancare, al corso preparto tradizionale, un percorso in cui la musica funge sia da importante mezzo di comunicazione con il bambino, che da utile strumento per il rilassamento della tensione muscolare per la donna in dolce attesa.
La musica e, più in generale, le attività sonoro-musicali, possono rivelarsi fondamentali durante un corso preparto: attraverso l’ascolto passivo di melodie lente e dolci, la futura mamma viene guidata in un percorso di rilassamento, imparando a gestire la propria ansia, a modulare il respiro, e potendo così non solo combattere lo stress immediato, ma anche arginare l’ansia e la tensione, raggiungendo uno stato mentale positivo e rilassato. 

La musicoterapia in gravidanza è pertanto utile allo scopo di consentire uno stato di rilassamento alla donna in dolce attesa, ma consente anche alla futura mamma di imparare a riconoscere le reazioni del bambino allo stimolo musicale. Queste reazioni alla musica si iniziano a percepire a partire dalla ventisettesima settimana di gravidanza, quando nel bambino ha inizio lo sviluppo del senso dell’udito che gli permetterà, da questo momento in poi, di reagire non solo all’ascolto dei suoni, ma anche alla voce della mamma o del papà. Per tutti questi motivi, durante il corso preparto di musicoterapia in gravidanza si mettono in atto delle strategie utili a stimolare il più possibile il sistema nervoso del bambino. Ai genitori si consiglia non solo di ascoltare le melodie volte alla produzione di uno stato di rilassamento efficace per la futura mamma – che potrà apprendere le tecniche per regolare la respirazione – ma anche di parlare al bambino, delicatamente, dolcemente e lentamente. Ma non solo: attraverso l’uso spontaneo della voce (i neo genitori possono anche cantare una melodia, una filastrocca o una nenia), si attiva un percorso di comunicazione importante con il bambino, che piano piano imparerà a reagire agli stimoli sonori dimostrando di riconoscere le voci dei genitori.


La musicoterapia in gravidanza consente anche lo sviluppo di strategie e tecniche di rilassamento che, se ben acquisite, potranno tornare utili al momento del parto: alla futura mamma basterà rievocarle per mantenere uno stato mentale di fiducia e rilassamento, anche durante quel delicato momento, ottenendo lo scioglimento delle tensioni muscolari ed una corretta respirazione, utile a gestire il dolore e l’ansia.
Poiché lo sviluppo del senso dell’udito nel bambino avviene a partire dalla ventisettesima settimana, si consiglia alle future mamme di seguire il corso preparto di musicoterapia in gravidanza proprio nell’ultimo trimestre. Tuttavia, per favorire il rilassamento ed il controllo mentale attraverso la musica, è possibile iniziare a seguire un corso preparto di musicoterapia sin dai primi mesi della gravidanza.

Sul sito www.corso-preparto.it, sarà possibile ottenere tute le informazioni sui corsi preparto e postparto più consoni alle proprie esigenze, effettuando una ricerca sul motore dedicato, su Ok Corso Preparto.
Sul canale YouTube Saluteingravidanza si possono consultare i video con i consigli degli esperti di fitness in gravidanza.

mercoledì 16 aprile 2014

Neonati in forma: la ginnastica con e per il bambino


Abbiamo fatto di tutto per il benessere del nostro bambino, già dai primi mesi di gravidanza: controlli medici frequenti, corsi preparto, letture sulla puericoltura e documentazione su conservazione cordone ombelicale e cellule staminali, attività fisica costante e moderata. Ed ora che è nato? Perché non continuare con le buone abitudini prese mantenendo una alimentazione sana e una vita attiva? Non è così difficile come sembra: bastano poche ore alla settimana che possiamo dedicare a noi stesse e al nostro bambino. Si, perché anche lui può venire con noi e godere della nostra compagnia in un modo nuovo e speciale. Naturalmente, la ginnastica per i bebé è da intendersi in maniera dolce e sotto forma di gioco: un modo nuovo, come dicevamo, per stare con la mamma (e perché no, magari anche con il papà).

I neonati infatti possono trarre benefici dalla "ginnastica" soft praticata da e con mamma e papà: semplici e delicate manipolazioni che possono essere apprese ed eseguite sin dai giorni di vita. Il movimento stimolerà la funzionalità cardiaca del neonato e aiuterà anche il metabolismo e lo sviluppo psicofisico del bambino. La manipolazione inoltre sarà di aiuto per la costruzione di un rapporto genitore-figlio ancora più stretto, sviluppando le caratteristiche relazionali del piccolo. Grazie alla ginnastica dolce per neonati si possono inoltre ottenere benefici sulla coordinazione, i riflessi e il senso dell'equilibrio del bebé.



Un altra attività ottimale sin dai primi mesi di vita è quella in piscina. Generalmente ci si può avvicinare a questa attività a partire dai sei mesi di vita, ma in alcuni casi è possibile trovare anche corsi di acquaticità per neonati che accettano bimbi dai tre mesi di vita in su. L'acqua per il neonato è un ambiente familiare, simile a quello che lo ha accolto nel grembo materno, e dunque i neonati generalmente si approcciano all'acqua con grande tranquillità e serenità. Anche per la mamma (o per il papà) dedicarsi questi pochi minuti in compagnia del suo bambino nell'ambiente acquatico può essere molto rilassante e aiutare a combattere lo stress e le preoccupazioni.

Quando poi il bambino sarà più grande si potrà passare a proporgli una attività fisica più intensa, sempre attraverso il gioco, il divertimento e la compagnia dei genitori. Tra le metodologie recenti per seguire questa strada vi è la psicomotricità, nuovo metodo educativo che guarda allo sviluppo psicofisico del bambino e propone una ginnastica adatta ad ogni età, a partire dai 10-12 mesi di età in poi.




Naturalmente, ogni iniziativa dovrà prima essere concordata con il pediatra, che dovrà dare il via libera, ed ogni esercizio o nuova esperienza risulterà ottimale se eseguita con la supervisione di un esperto che saprà guidare i genitori nella maniera più corretta ed insegnare loro a gestire il bambino senza ansie.

martedì 1 aprile 2014

Baby shower, la festa americana conquista l’Italia

A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Originario degli Stati Uniti, il baby shower è un evento nel quale si celebra l'arrivo di un bebè. Un appuntamento della tradizione americana che, piano piano, si sta diffondendo anche in Europa e nel nostro paese, acquistando un’importanza sempre maggiore, simile a quella relativa alla scelta del corredo per il piccolo o alla partecipazione a un corso preparto.
Che cos'è precisamente il baby shower? È una festa di celebrazione della futura maternità, che mette al centro la mamma e il figlio che porta ancora in grembo. Questa festa, che si svolge qualche settimana prima della nascita del bambino, è diventata popolare grazie alla diffusione in tutto il mondo di film e serie televisive americane. La tradizione del baby shower sta attecchendo anche in Italia, non diversamente da come è avvenuto per la festa di Halloween.

Di solito, sono le amiche o le parenti della futura mamma a organizzare l’evento, che prevede la partecipazione solo di donne. Nel corso del baby shower, amiche e parenti portano tantissimi regali per la neomamma – vera protagonista della festa – e per il bambino: “baby shower” indica infatti la doccia di doni per il bebè. Spesso è la stessa futura mamma a compilare una lista di ciò che può essere utile a lei e al nascituro, un po’ come fanno i futuri sposi con la lista nozze. Così facendo, la futura mamma non si troverà nella condizione di ricevere regali doppi oppure doni che resteranno inutilizzati.

In occasione della festa, viene inoltre predisposto un piccolo rinfresco e le donne si divertono con giochi a tema. Per esempio, cercano di indovinare la data del parto o la misura del pancione. In alcuni casi, vengono preparate dalle partecipanti più fantasiose delle decorazioni per la casa, degli inviti “su misura” e dei souvenir da conservare. Visto il successo di questo fenomeno anche in Italia, è nata anche nel nostro paese la figura professionale dell’organizzatrice specializzata nei baby shower, che cura dettagli e particolari dell’evento, per renderlo un momento speciale per la futura mamma.

Per festeggiare al meglio il baby shower, la futura mamma può frequentare un corso preparto che la prepari psicologicamente e fisicamente al parto, aiutandola a rimanere in forma. 
Attraverso il motore di ricerca di Ok Corso Preparto, è possibile trovare i corsi più in adatti a ciascuna mamma.
Per allenarsi ed essere in forma durante e dopo la gravidanza visita il canale Youtube Saluteingravidanza


giovedì 5 dicembre 2013

Prepararsi al parto, insieme

La decisione di avere un figlio porta la coppia a scoprire un nuovo mondo e, soprattutto, a cercare di capire come gestire e proteggere insieme la nuova vita che sta per arrivare. Per questo motivo spesso i corsi preparto di coppia sono un’ottima scelta, in particolar modo se si è al primo figlio, anche se possono essere utili anche a chi aspetta il secondo o oltre.

Perché? Sicuramente si migliora l’intesa e il papà si sente davvero più partecipe durante il periodo della gravidanza, che altrimenti lui vivrebbe da una posizione defilata. Questo è uno dei primi pro di un corso preparto di coppia: il futuro papà si sente maggiormente coinvolto, impara e comprende come supportare la sua compagna durante tutti i 9 mesi di gravidanza, ma anche durante il travaglio e il parto.

In alcuni corsi preparto inoltre sono comprese anche alcune informazioni teoriche, come fisiologia della gravidanza e anatomia della donna e vengono insegnati esercizi e tecniche utili per supportare la donna durante il parto.



La conclusione dunque è che davvero un corso preparto di coppia può essere molto utile per far sì che i due partner si sentano in sintonia e partecipi allo stesso modo. D’altra parte, anche la futura mamma deve imparare a comunicare meglio con il proprio partner, a evitare di minimizzare il suo ruolo di padre in questa fase della vita del bambino, così come nel futuro. Per la felicità della nuova famiglia che si sta creando, entrambi i genitori si devono sentire liberi di esprimere dubbi e paure in un dialogo aperto e sincero.

Organizzare e programmare insieme impegni e orari diventerà, con l’arrivo del bambino, la costante e la frequenza in coppia ad un corso preparto richiede la sincronizzazione di impegni di lavoro e gestione della propria giornata, offrendo così un modo in più per prepararsi a condividere le novità in arrivo. I corsi, tenuti da una ginecologa o da una ostetrica, servono dunque a rasserenare la coppia e a fornire utili indicazioni per la gestione del bambino e il mantenimento di una vita di coppia serena e soddisfacente.




Se cerchi un corso preparto di coppia nella tua città, ti basta collegarti a Ok CorsoPreparto: il motore di ricerca numero 1 per i corsi preparto e postparto in Italia.
Per i video sulla ginnastica in gravidanza visita il canale Youtube Saluteingravidanza. A presto!

venerdì 20 settembre 2013

Pilates in gravidanza: tutti i benefici




A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Il meglio delle discipline orientali, come lo yoga o la meditazione, unito a un esercizio fisico efficace ma non stressante, che lavora sulla muscolatura profonda e sulla connessione mente-corpo: si tratta del pilates, una disciplina che apporta benefici in ogni fase della vita e che è indicata anche durante la gravidanza. Un corso preparto di pilates in gravidanza insegna alle donne in attesa a controllare la propria respirazione, ad assumere una postura corretta in modo da evitare fastidiosi mal di schiena e a percepire i muscoli del proprio corpo attraverso un allenamento efficace e mai stressante per il corpo e per le articolazioni.

Il metodo pilates è stato messo a punto nel secolo scorso da Joseph Pilates e mira essenzialmente ad ottenere un buon allenamento di tutti i muscoli del corpo, in particolare quelli del tronco e della zona dorsale. Il metodo pilates è stato definito dal suo stesso creatore "Contrology": il termine si riferisce al controllo sulla respirazione, sulla postura e sui muscoli del proprio corpo che questa disciplina mira a fare acquisire. In un corso di pilates dedicato alle gestanti, nello specifico, si lavora soprattutto con esercizi che mirano a insegnare e a ristabilire una postura corretta. Il peso del pancione, infatti, spesso porta le donne in attesa di un bambino a sbilanciare il loro baricentro. Questo sbilanciamento sembra rendere i movimenti più semplici e meno faticosi ma in realtà porta a lombalgie e sciatalgie dolorose. Gli esercizi del metodo pilates mirano dunque, nel breve termine, a dare sollievo alla colonna vertebrale e ai muscoli del tronco affaticati e, nel lungo termine, ad abituare mente e corpo al mantenimento della postura più corretta.


Le lezioni di pilates possono prevedere esercizi a corpo libero, esercizi da eseguire con l’aiuto di una fit ball (un grosso pallone gonfiabile, generalmente in pvc, che ha un diametro compreso tra i 45 ei 75 centimentri) oppure esercizi eseguiti con l'ausilio di appositi macchinari. I principi cardine della disciplina, però, rimangono invariati: lavoro sul baricentro e sui muscoli addominali e dorsali (che in questa disciplina sono visti come il centro di controllo e di forza dell'intero corpo), controllo della respirazione (importante per eseguire gli esercizi con minore fatica ed essenziale per le donne in gravidanza, per le quali una respirazione corretta si rivelerà un aiuto importante al momento del parto), precisione dei movimenti e concentrazione (si verrà infatti spesso invitati ad attivare quella connessione tra mente e corpo che consente di controllare in ogni momento i muscoli e la postura).

Gli esercizi del pilates non hanno nulla a che fare con l'attività aerobica: non sono veloci e mirati all'allenamento delle fasce muscolari superficiali o al dimagrimento, sono invece lenti e mirano a tonificare ed allenare le fasce muscolari più profonde, per regalare un migliore sostegno al corpo e un maggiore controllo su di esso.

Cerchi un corso preparto? Un corso di pilates in gravidanza a Genova, Milano o nella tua città? Trovalo su Ok Corso Preparto: il motore di ricerca numero 1 per i corsi preparto e postparto in Italia. Visita il sito www.corso-preparto.it. 

martedì 30 luglio 2013

Una gravidanza a ritmo di danza del ventre!

I corsi preparto che offrono lezioni di danza del ventre si stanno diffondendo sempre di più: si tratta di una disciplina nata in Oriente che secondo alcuni rappresenta una delle più antiche danze di preparazione al parto e che può portare moltissimi benefici, sia a livello fisico sia a livello mentale. Questa danza prevede movimenti lenti e suadenti che, eseguiti al ritmo di melodie esotiche, stimolano e allenano le aree muscolari maggiormente interessate dalla gravidanza e dal travaglio. Il risultato che si ottiene è un miglior tono dei tessuti muscolari del bacino e dell’area pelvica e un maggiore sostegno alla colonna vertebrale, affaticata durante la gravidanza dall’aumento del peso e dalla postura modificata.

I corsi preparto che insegnano i fondamentali di questa danza offrono un aiuto efficace a quelle donne che vivono con difficoltà i cambiamenti del loro corpo, aiutandole ad accettarsi con serenità, e facilitano inoltre lo svolgimento del parto naturale. Le lezioni di danza del ventre iniziano e terminano con esercizi di rilassamento e di respirazione che, oltre a donare una sensazione di benessere e di concentrazione, producono effetti molto positivi sulla relazione tra madre e figlio, che imparano in questo modo ad “ascoltarsi” e a raggiungere una maggiore armonia.



Un altro vantaggio importante che deriva dall’allenamento dei muscoli pelvici e dell’area del perineo consiste nella prevenzione di alcuni disturbi tipici del post-partum come l’incontinenza. “Onde”, “otto”, “cammello” o “serpente”, sono alcuni dei movimenti tipici della danza del ventre, che aiutano a tonificare la zona dorsale grazie alla circolarità delle movenze, e che aiutano a percepire e ad assecondare meglio le spinte nella fase dell’espulsione durante il parto.

Per frequentare un corso preparto di danza del ventre non è richiesto nulla di diverso rispetto a qualsiasi altro corso preparto: abiti freschi e comodi, calze anti-scivolo, acqua, un asciugamano e in più solamente un foulard colorato di grandi dimensioni, meglio se di forma triangolare. È necessario infine presentare un certificato medico per attività sportiva non agonistica, e ottenere il benestare del ginecologo che segue la vostra gravidanza.

Per trovare il corso di danza del ventre più vicino a voi, cliccate su OkCorso Preparto, il motore di ricerca n°1 per i corsi pre e postparto in Italia.

domenica 9 giugno 2013

Nasce Ok Corso Preparto!

Dall’idea di un gruppo di mamme nasce il motore di ricerca interamente dedicato ai corsi preparto e postparto: digita, cerca, trova!


È online soltanto da pochi mesi ma ha già riscosso un grande successo tra le mamme in attesa, a conferma di quanto ci fosse bisogno sulla rete di un motore di ricerca pratico, completo e affidabile per i corsi preparto e postparto in Italia.  Si chiama Ok Corso Preparto ed è raggiungibile all’indirizzo www.corso-preparto.it
Ok Corso Preparto offre la possibilità di trovare con pochi clic il corso preparto o postparto più adatto alle proprie esigenze, tra un’ampia varietà di corsi organizzati per tipologia e per area geografica. In più, tutte le future mamme hanno la possibilità, registrandosi, di commentare i corsi e di condividere con la community la loro esperienza.

Ok Corso Preparto nasce dalla collaborazione di un team di mamme e professioniste nel settore della gravidanza. Dalla loro esperienza e dal contatto con tante donne in gravidanza alla ricerca di informazioni sui corsi pre e postparto nasce l'idea di creare un motore di ricerca completo e facile da consultare che sia di aiuto nella ricerca del corso perfetto per ogni donna, uno strumento creato dalle mamme per le mamme, centrato quindi sulle esigenze specifiche delle donne in gravidanza.

Ok Corso Preparto è uno strumento aperto a tutte le strutture che organizzano corsi preparto e postparto, che in maniera del tutto gratuita possono registrarsi sul portale e inserire i loro corsi completi di immagini, brochure e informazioni dettagliate. Un punto di incontro tra la domanda di servizi di qualità per le future mamme e l’offerta dei professionisti, che hanno la possibilità di interagire direttamente con le future mamme nella rete.
Dalle mamme per le mamme, Ok Corso Preparto è lo strumento pratico, completo e gratuito per trovare i migliori corsi preparto e postparto in Italia. Qui troverai anche informazioni sull'attività di Michela e Fabio di Saluteinmovimento, personal trainers specializzati in gravidanza e attività post partum. È facile: digita, cerca, trova!
Per maggiori informazioni scrivi a info@corso-preparto.it

domenica 2 giugno 2013

Attività aerobica dopo il parto

Gli esercizi aerobici sono importanti per il sistema cardiovascolare, per migliorare il metabolismo e per bruciare le riserve di grasso accumulate in gravidanza. Per mezzo dell’attività fisica, ai muscoli arriverà una maggiore quantità di ossigeno con un miglioramento delle prestazioni; inoltre vengono prodotte beta-endorfine, ormoni che agendo sul cervello regalano una piacevole sensazione di benessere.


La maggior parte della ginnastica che viene praticata dopo il parto ha come scopo quello di tonificare il pavimento pelvico, di recuperare una corretta postura e di eliminare i chili in eccesso accumulati durante la gravidanza. Praticare esercizi adatti (sia prima, sia dopo il parto) garantirà il recupero fisico ed aiuterà anche sotto il profilo psicologico, nel limitare possibili preoccupazioni per le conseguenze “estetiche” portate dalla maternità. 

Gli  esercizi  fisici e soprattutto l’attività aerobica dovranno essere praticati con una certa costanza (se si vogliono ottenere dei risultati), con una frequenza di tre volte alla settimana. Sono esercizi aerobici, per esempio, camminare, correre, nuotare, andare in bici, in cui viene mantenuta una frequenza cardiaca medio-bassa, dal 60 al 70% della frequenza cardiaca massima.

Per saperne di più visita il canale Youtube...
A presto!

domenica 12 maggio 2013

Quanto è importante l'educazione al movimento per il nostro bambino?


Il movimento sta alla base dello sviluppo del bambino che, per crescere, impara a conoscere le cose attorno a se per mezzo del gioco, del contatto con gli oggetti e delle persone che frequenta. Il bambino vive in prima persona le esperienze motorie ed inizia a prendere coscienza, ad organizzarsi nello spazio,  fino ad utilizzare il proprio corpo, sempre con maggiore sicurezza. 


L’attività fisica è consigliata ai bambini e la “psicomotricità” è una nuova metodologia educativa e terapeutica che si rivolge allo sviluppo psicofisico del bambino, attraverso l'integrazione e l'equilibrio di aspetti motori, cognitivi e affettivi. Mediante una ginnastica adatta alla propria età, il bambino acquisisce anche la capacità di esprimersi  e di relazionarsi con gli altri bambini e con gli adulti. In genere,  corsi o laboratori si rivolgono a tutti i bambini a partire dai 3/4 anni d’età, ma in alcuni nidi la psicomotricità viene proposta già a piccoli di 10-12 mesi.


Gli esercizi dovranno necessariamente essere basati sul gioco e stimolare la fantasia e la curiosità; in questi primi anni di vita, per esempio, si impara il concetto di equilibrio e si consapevolizzano gli atti respiratori ed il battito cardiaco e, soprattutto, si insegna al bambino il rispetto e l’accettazione delle regole dei giochi e dei compagni di gioco.

A presto!

mercoledì 17 aprile 2013

La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale

Il sangue del cordone ombelicale  si sta rivelando di grande interesse per la medicina in quanto, al suo interno, sono presenti cellule staminali caratterizzate da  interessanti capacità sia differenziative che immunologiche. Tali cellule possono essere o conservate in strutture pubbliche tramite la cosiddetta  donazione cordone ombelicale, oppure possono essere conservate privatamente in apposite biobanche. Ma cosa deve fare nella pratica una futura mamma che decide di conservare privatamente  le preziose staminali del cordone ombelicale?
I passaggi che i genitori devono compiere dopo aver preso la decisione di conservare il cordone del nascituro non sono così complicati, ma è bene conoscerli per non tralasciare nulla e fare tutto nei tempi stabiliti, senza stressanti corse dell’ultimo momento.
Per prima cosa i genitori dovranno scegliere la struttura a cui affidare le cellule cordonali del proprio bimbo. Le biobanche che offrono questo servizio non sono tutte uguali, non tutte propongono gli stessi standard qualitativi e le stesse tutele; ecco perché la scelta deve essere fatta con attenzione, tenendo in considerazione alcuni importanti parametri, come la presenza di un’assicurazione che garantisca la continuità del servizio anche il caso di fallimento della banca di conservazione e la presenza di certificazioni come la GMP [1], la più autorevole poiché riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.


Dopo l’adesione al servizio presso la struttura prescelta i genitori dovranno richiedere alla direzione sanitaria dell’ospedale dove avverrà il parto i moduli necessari per ottenere l’autorizzazione all’esportazione del sangue cordonale. A questo punto mamma e papà dovranno contattare la biobanca che si occuperà di inviare a casa il kit per la raccolta delle cellule staminali, che dovranno portare in clinica il giorno del parto. Dopo il parto l’ostetrica si occuperà di effettuare la raccolta del campione, che grazie ai dispositivi contenuti all’interno del kit sarà mantenuto a temperatura costante fino all’arrivo nei laboratori, dove le cellule saranno conservate in strutture chiamate bioconteiners a una temperatura di -196°C. Le cellule staminali verranno conservate per 20 anni e rimarranno a disposizione della famiglia in caso di necessità.

A cura di Ufficio Stampa Sorgente
Per maggiori informazioni: www.sorgente.com
Visita il canale Youtube Saluteingravidanza

Note:
1. Good Manufacturing Practice

martedì 9 aprile 2013

Corsi di nuoto per bimbi dai 6 ai 36 mesi

MA BIMBI COSI’ PICCOLI  NON RISCHIANO DI “BERE”, SE IMMERSI?

Nel neonato è fisiologico un meccanismo - chiamato comunemente "glottide" - che consente di bloccare il respiro quando si è in immersione. Questo meccanismo resta naturale nei primi sei mesi di vita, dal momento che il bambino lo ha utilizzato per nove mesi quando stava nel ventre della mamma. Già mediante i primi bagnetti casalinghi è possibile stimolare l’esercizio di questa attività, fino a renderla completamente consapevole.
E’ intanto fondamentale cominciare a utilizzare la vasca da bagno per i primi bagnetti, fin dalle prime settimane di vita del bimbo o della bimba, per non far perdere l’abitudine a stare nell’acqua acquisita nei novi mesi trascorsi all’interno del ventre materno. Esistono piscine ed impianti natatori con vasche di acqua calda che sviluppano corsi a partire da 3 mesi, anche se buona parte dei pediatri dà il consenso all’attività a partire dal sesto mese di vita.
Guarda i video sul canale Youtube Saluteingravidanza

mercoledì 27 marzo 2013

Nuoto neonatale e temperatura dell'acqua


QUANTI GRADI DOVRA’ ESSERE LA TEMPERATURA DELL’ACQUA, IN UN CORSO DI NUOTO NEONATALE?

E’ intanto fondamentale cominciare a utilizzare la vasca da bagno per i primi bagnetti, fin dalle prime settimane di vita del bimbo o della bimba, per non far perdere l’abitudine a stare nell’acqua acquisita nei novi mesi trascorsi all’interno del ventre della mamma. Esistono piscine ed impianti natatori con vaschette di acqua calda che sviluppano corsi a partire da 3 mesi, anche se buona parte dei pediatri dà il consenso all’attività a partire dal sesto mese di vita.


A partire dal sesto mese i bambini possono sopportare una temperatura di poco inferiore ai 33 gradi - non meno di 30, in generale - ed è possibile iscriverli presso qualunque impianto dotato di vaschetta riscaldata dedicata esclusivamente ai corsi di nuoto neonatale. Da ricordare che per contenere i “bisognini fisiologici” è necessario utilizzare dei pannolini/mutandine contenitivi resistenti all'acqua.
Prima di iscrivere i bimbi in piscina, chiedete il nulla osta al pediatra. 
Buon bagnetto!

martedì 26 marzo 2013

Nuoto per neonati

CHE FINALITA’ HANNO I CORSI DI NUOTO PER NEONATI?

Lo scopo di un corso di acquaticità neonatale non sarà quello di insegnare ai piccoli i segreti degli stili e le tecniche di nuoto più raffinate, ma prolungare il piacere dello stare ancora nell'acqua lavorando sulla motricità attraverso una semplicissima attività ludica.

L'attività in acqua è una bellissima esperienza  mediante la quale il bambino rinforza il sistema cardio-circolatorio, respiratorio e l'apparato scheletrico. La relazione affettiva viene fortemente stimolata dalla cooperazione coi genitori, che in genere partecipano attivamente alle lezioni, mentre la presenza di altri bambini favorisce la socializzazione.

Per saperne di più guarda i video con la piccola Vittoria su Youtube.