La cultura dell'attività fisica e del movimento sin dalla nascita. Su questo blog gli esperti di Saluteinmovimento condividono consigli, esperienze e curiosità utili per mantenere in forma neonati e bambini. Dall'attività terrestre all'ambientamento acquatico.
Cellule staminali del
cordone ombelicale: un patrimonio biologico di cui spesso non si conoscono
le potenzialità. Cosa sono e a cosa servono? Queste sono solo alcune delle
domande che una futura mamma e un futuro papà si pongono.
Le risposte sono contenute all’interno del libro L’eroica
storia del Signor Cordone, scritto da Amos Cartabia e da Francesca
Canevari in collaborazione con Gabriele
Magni informatore e consulente scientifico nel campo della conservazione
delle staminali cordonali e dei test genetici prenatali. Il libro, edito da A.Car Edizioni vuole essere un valido supporto informativo per
tutte le coppie che vogliono approfondire questa tematica.
La presentazione del libro è prevista per sabato 18 febbraio alle 17.30 a Modena
presso il Foro Boario di Via Nonantola. La fiaba destinata a bambini e adulti è
arricchita delle illustrazioni di Chiara
Vincenzi.
L’intento del libro è quello di fornire informazioni valide sulle
potenzialità delle cellule staminali e sulla possibilità che i genitori hanno
di preservare questo patrimonio biologico attraverso la donazione pubblica o la
conservazione privata. Queste cellule infatti vengono ad oggi utilizzate in
campo medico per il trattamento di oltre 80 patologie e sono un bene prezioso
per l’uomo.
Nonostante si senta sempre più spesso parlare di conservazione del
cordone ombelicale, molti futuri genitori richiedono informazioni riguardo a questa
pratica, ancora relativamente nuova, soprattutto nel nostro Paese. Il prelievo
è sicuro? Il bimbo proverà dolore? Come si conservano le cellule per un tempo
così lungo? Proviamo in questa sede a fare chiarezza sulle modalità del
prelievo delle cellule staminali presenti nel cordone e della loro
conservazione.
Innanzitutto è bene tranquillizzare le famiglie riguardo
alla sicurezza del prelievo del campione. La raccolta del sangue cordonale,
infatti, avviene subito dopo il parto attraverso un processo semplice e
indolore. Personale ostetrico qualificato effettuerà il prelievo di sangue dopo
il taglio del cordone, mentre il bimbo starà già ricevendo l'assistenza
postparto. Il campione raccolto sarà a questo punto trasportato nei laboratori
della biobanca di conservazione, dove i biologi effettueranno le analisi
necessarie per verificare l’idoneità del campione cellulare. In seguito, prima
del congelamento il sangue cordonale viene ripulito dal plasma e dai globuli
rossi e miscelato con un particolare agente crioprotettivo [1]. Conclusi questi passaggi i campioni vengono conservati in
azoto liquido o gassoso a -196°C all’interno di particolari contenitori
chiamati biocontainers, che si trovano all’interno di stanze provviste dei
migliori sistemi di sicurezza, come sistemi di allarme in grado di rilevare
anche la minima variazione di temperatura e fonti secondarie di azoto, pronte ad essere
rilasciate in caso black-out elettrici.
Un recente studio scientifico ha
dimostrato che conservando le cellule staminali cordonali seguendo questi
processi, esse rimangono vitali e mantengono le loro importanti proprietà fino
a 24 anni [2].
2.
Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic
stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and
isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord
blood. Blood. 117(18): p. 4773-7.
Due futuri genitori affrontano la
scelta della conservazione
cordone ombelicale: ma a quale struttura affidarsi? Una decisione
importante, considerato anche il fatto che le cellule staminali cordonali
possono essere raccolte unicamente al momento della nascita.
Ad oggi le banche che si occupano di
conservare il cordone sono numerose, ma non tutte offrono il servizio con lo
stesso standard qualitativo. Ma quali sono i parametri da valutare per
scegliere serenamente la banca a cui affidare il cordone ombelicale?
Bisogna considerare, come prima
cosa, il numero di trapianti effettuati e quello di campioni conservati; un
parametro di primaria importanza per valutare la reale capacità ed esperienza
di una biobanca nello svolgere il ruolo di conservare il sangue cordonale in
modo corretto.
E’ poi
opportuno che una biobanca abbia certificazioni di rilievo relative alla
qualità, tra cui la più importante è la GMP (Good Manufacturing Practice).
Riconosciuta a livello internazionale, la GMP obbliga al rispetto di stringenti
procedure operative per massimizzare la qualità dei prodotti ad uso clinico.
Dal punto di vista scientifico è
importante che una biobanca sia altamente competente e che abbia al suo interno
un Comitato Scientifico qualificato, che abbia all’attivo numerose
pubblicazioni scientifiche, valutate per quantità e soprattutto per qualità.
E’ importante inoltre verificare che
la biobanca scelta metta a disposizione dei propri clienti misure specifiche
per tutelarli dal punto di vista patrimoniale e legale. E’ preferibile quindi
che il contratto proposto sia di diritto italiano e che rispetti il nostro
sistema fiscale e le normative Europee di riferimento.
Utile è anche definire le coperture
assicurative necessarie a garantire la conservazione del cordone ombelicale nel
caso di insolvenza da parte della biobanca.
In Italia oggi solo Sorgente offre
questo tipo di assicurazione, oltre a garantire la crioconservazione per 50
anni.
Ultimi elementi da considerare nella
scelta della biobanca a cui rivolgersi: un servizio ininterrotto tutti i giorni
dell’anno, un’assistenza domiciliare per le questioni burocratiche e la
garanzia di diritto di recesso.
E’ consigliato dunque un servizio il
più completo e affidabile possibile, per soddisfare le esigenze e le
aspettative dei futuri genitori.
Aspettare un bambino comporta una
serie di decisioni importanti da prendere, che riguardano per prima cosa la
salute della mamma e del bambino stesso. Seguire buone abitudini alimentari e
uno stile di vita equilibrato sono solo le indicazioni base per garantire il
benessere di mamma e bebé; ci sono poi le visite di controllo e i test
prenatali, capaci di individuare preventivamente alcune problematiche come ad
esempio la sindrome di Down in gravidanza.
Secondo il parere
dei ginecologi durante i mesi di gravidanza sono necessari una serie di
controlli standard, tra i quali particolare importanza hanno i test di
screening prenatale, che consentono ai genitori di avere informazioni sulla
salute del loro bambino ben prima della nascita, addirittura già nelle prime
settimane di gestazione.
Sono numerosi gli esami di
screening che si possono fare durante la gravidanza e in questo panorama spesso
non è facile scegliere a quali sottoporsi per ottenere risultati attendibili.
Prima valutazione da compiere è
capire quanto precocemente si desidera conoscere come sta il proprio bambino.
Il test che analizza il DNA fetale ad esempio è l’esame che si può svolgere
prima, già dalla 10° settimana di gravidanza. Subito dopo sarà possibile
svolgere il Bi test (tra la 11° e la 13° settimana) abbinato alla translucenza
nucale ed infine il Tri test, tra la 15° e la 17° settimana di gestazione.
Si dovrà poi valutare un altro
fattore altrettanto importante: il tasso di affidabilità. Questo è un dato che
viene misurato sulla percentuale di anomalie effettivamente rilevate (come la
Trisomia 21) e il tasso di falsi positivi, che sono i risultati del test che
segnalano un’anomalia in realtà inesistente.
Analizziamo i tassi di
affidabilità dei test di cui abbiamo già parlato. Il Bi test combinato con la
translucenza nucale è considerato affidabile nella rilevazione della Trisomia
21 per l’80-90%, con un tasso di falsi positivi del 5%. Il Tri test invece ha
un’affidabilità che scende al 60% con una percentuale di falsi positivi che
arriva all’8%. Da ultimo il test prenatale del DNA fetale è considerato
affidabile nella rilevazione delle principali trisomie fetali al 99%, con un
dato dei falsi positivi inferiore allo 0,3%.
Tutti i test di cui abbiamo
parlato sono considerati esami di screening, in quanto forniscono una
percentuale di probabilità per cui il bambino potrebbe avere un’anomalia
cromosomica.
Se il risultato del test è
positivo o non chiaro, occorrerà sottoporsi ad esami diagnostici di tipo
invasivo per confermare o smentire i primi risultati. È chiaro
quindi quanto sia importante scegliere con attenzione i test di screening da effettuare,
per ottenere risultati attendibili senza dover ricorrere ad ulteriori esami di
tipo invasivo.
Il tuo ginecologo di fiducia
saprà consigliarti per valutare i test più adatti a te.
Il corso preparto di musicoterapia in gravidanza
rappresenta una scelta ottimale per quelle future mamme che vogliono
affiancare, al corso preparto tradizionale, un percorso in cui la musica funge sia
da importante mezzo di comunicazione con il bambino, che da utile strumento per
il rilassamento della tensione muscolare per la donna in dolce attesa.
La musica e, più in
generale, le attività sonoro-musicali, possono rivelarsi fondamentali durante
un corso preparto: attraverso l’ascolto passivo di melodie lente e dolci, la
futura mamma viene guidata in un percorso di rilassamento, imparando a gestire
la propria ansia, a modulare il respiro, e potendo così non solo combattere lo
stress immediato, ma anche arginare l’ansia e la tensione, raggiungendo uno
stato mentale positivo e rilassato.
La musicoterapia in gravidanza è pertanto
utile allo scopo di consentire uno stato di rilassamento alla donna in dolce
attesa, ma consente anche alla futura mamma di imparare a riconoscere le
reazioni del bambino allo stimolo musicale. Queste reazioni alla musica si
iniziano a percepire a partire dalla ventisettesima settimana di gravidanza,
quando nel bambino ha inizio lo sviluppo del senso dell’udito che gli
permetterà, da questo momento in poi, di reagire non solo all’ascolto dei
suoni, ma anche alla voce della mamma o del papà. Per tutti questi motivi, durante
il corso preparto di musicoterapia in gravidanza si mettono in atto delle
strategie utili a stimolare il più possibile il sistema nervoso del bambino. Ai
genitori si consiglia non solo di ascoltare le melodie volte alla produzione di
uno stato di rilassamento efficace per la futura mamma – che potrà apprendere
le tecniche per regolare la respirazione – ma anche di parlare al bambino,
delicatamente, dolcemente e lentamente. Ma non solo: attraverso l’uso spontaneo
della voce (i neo genitori possono anche cantare una melodia, una filastrocca o
una nenia), si attiva un percorso di comunicazione importante con il bambino,
che piano piano imparerà a reagire agli stimoli sonori dimostrando di
riconoscere le voci dei genitori.
La musicoterapia in gravidanza
consente anche lo sviluppo di strategie e tecniche di rilassamento che, se ben
acquisite, potranno tornare utili al momento del parto: alla futura mamma
basterà rievocarle per mantenere uno stato mentale di fiducia e rilassamento,
anche durante quel delicato momento, ottenendo lo scioglimento delle tensioni
muscolari ed una corretta respirazione, utile a gestire il dolore e l’ansia.
Poiché lo sviluppo del senso
dell’udito nel bambino avviene a partire dalla ventisettesima settimana, si
consiglia alle future mamme di seguire il corso preparto di musicoterapia in
gravidanza proprio nell’ultimo trimestre. Tuttavia, per favorire il
rilassamento ed il controllo mentale attraverso la musica, è possibile iniziare
a seguire un corso preparto di musicoterapia sin dai primi mesi della
gravidanza.
Sul sito www.corso-preparto.it, sarà possibile
ottenere tute le informazioni sui corsi preparto e postparto più consoni alle
proprie esigenze, effettuando una ricerca sul motore dedicato, su Ok Corso
Preparto.
Sul canale YouTube Saluteingravidanza si possono consultare i video con i consigli degli esperti di fitness in gravidanza.
Abbiamo fatto di tutto per il benessere del nostro bambino, già dai
primi mesi di gravidanza: controlli medici frequenti, corsi preparto, letture
sulla puericoltura e documentazione su conservazione
cordone ombelicale e cellule staminali, attività fisica costante e
moderata. Ed ora che è nato? Perché non continuare con le buone abitudini prese
mantenendo una alimentazione sana e una vita attiva? Non è così difficile come
sembra: bastano poche ore alla settimana che possiamo dedicare a noi stesse e
al nostro bambino. Si, perché anche lui può venire con noi e godere della
nostra compagnia in un modo nuovo e speciale. Naturalmente, la ginnastica per i
bebé è da intendersi in maniera dolce e sotto forma di gioco: un modo nuovo,
come dicevamo, per stare con la mamma (e perché no, magari anche con il papà).
I neonati infatti possono trarre benefici dalla "ginnastica"
soft praticata da e con mamma e papà: semplici e delicate manipolazioni che
possono essere apprese ed eseguite sin dai giorni di vita. Il movimento
stimolerà la funzionalità cardiaca del neonato e aiuterà anche il metabolismo e
lo sviluppo psicofisico del bambino. La manipolazione inoltre sarà di aiuto per
la costruzione di un rapporto genitore-figlio ancora più stretto, sviluppando
le caratteristiche relazionali del piccolo. Grazie alla ginnastica dolce per
neonati si possono inoltre ottenere benefici sulla coordinazione, i riflessi e
il senso dell'equilibrio del bebé.
Un altra attività ottimale sin dai primi mesi di vita è quella in
piscina. Generalmente ci si può avvicinare a questa attività a partire dai sei
mesi di vita, ma in alcuni casi è possibile trovare anche corsi di acquaticità
per neonati che accettano bimbi dai tre mesi di vita in su. L'acqua per il
neonato è un ambiente familiare, simile a quello che lo ha accolto nel grembo
materno, e dunque i neonati generalmente si approcciano all'acqua con grande
tranquillità e serenità. Anche per la mamma (o per il papà) dedicarsi questi
pochi minuti in compagnia del suo bambino nell'ambiente acquatico può essere
molto rilassante e aiutare a combattere lo stress e le preoccupazioni.
Quando poi il bambino sarà più grande si potrà passare a proporgli una
attività fisica più intensa, sempre attraverso il gioco, il divertimento e la
compagnia dei genitori. Tra le metodologie recenti per seguire questa strada vi
è la psicomotricità, nuovo metodo educativo che guarda allo sviluppo
psicofisico del bambino e propone una ginnastica adatta ad ogni età, a partire
dai 10-12 mesi di età in poi.
Naturalmente, ogni iniziativa dovrà prima essere concordata con il
pediatra, che dovrà dare il via libera, ed ogni esercizio o nuova esperienza
risulterà ottimale se eseguita con la supervisione di un esperto che saprà
guidare i genitori nella maniera più corretta ed insegnare loro a gestire il
bambino senza ansie.
Originario degli Stati Uniti, il
baby shower è un evento nel quale si celebra l'arrivo di un bebè. Un
appuntamento della tradizione americana che, piano piano, si sta diffondendo
anche in Europa e nel nostro paese, acquistando un’importanza sempre maggiore, simile
a quella relativa alla scelta del corredo per il piccolo o alla partecipazione
a un corso preparto.
Che cos'è precisamente il baby
shower? È una festa di celebrazione della futura maternità, che mette al centro
la mamma e il figlio che porta ancora in grembo. Questa festa, che si svolge
qualche settimana prima della nascita del bambino, è diventata popolare grazie
alla diffusione in tutto il mondo di film e serie televisive americane. La
tradizione del baby shower sta attecchendo anche in Italia, non diversamente da
come è avvenuto per la festa di Halloween.
Di solito, sono le amiche o le
parenti della futura mamma a organizzare l’evento, che prevede la
partecipazione solo di donne. Nel corso del baby shower, amiche e parenti
portano tantissimi regali per la neomamma – vera protagonista della festa – e per
il bambino: “baby shower” indica infatti la doccia di doni per il bebè. Spesso
è la stessa futura mamma a compilare una lista di ciò che può essere utile a
lei e al nascituro, un po’ come fanno i futuri sposi con la lista nozze. Così
facendo, la futura mamma non si troverà nella condizione di ricevere regali
doppi oppure doni che resteranno inutilizzati.
In occasione della festa, viene
inoltre predisposto un piccolo rinfresco e le donne si divertono con giochi a
tema. Per esempio, cercano di indovinare la data del parto o la misura del
pancione. In alcuni casi, vengono preparate dalle partecipanti più fantasiose
delle decorazioni per la casa, degli inviti “su misura” e dei souvenir da
conservare. Visto il successo di questo fenomeno anche in Italia, è nata anche
nel nostro paese la figura professionale dell’organizzatrice
specializzata nei baby shower, che cura dettagli e particolari dell’evento, per
renderlo un momento speciale per la futura mamma.
Per festeggiare al meglio il baby
shower, la futura mamma può frequentare un corso preparto che la prepari
psicologicamente e fisicamente al parto, aiutandola a rimanere in forma.
Attraverso
il motore di ricerca di Ok Corso
Preparto, è possibile trovare i corsi più
in adatti a ciascuna mamma.