giovedì 16 febbraio 2017

L’eroica storia del Signor Cordone: alla scoperta delle cellule staminali cordonali

Cellule staminali del cordone ombelicale: un patrimonio biologico di cui spesso non si conoscono le potenzialità. Cosa sono e a cosa servono? Queste sono solo alcune delle domande che una futura mamma e un futuro papà si pongono.

Le risposte sono contenute all’interno del libro L’eroica storia del Signor Cordone, scritto da Amos Cartabia e da Francesca Canevari in collaborazione con Gabriele Magni informatore e consulente scientifico nel campo della conservazione delle staminali cordonali e dei test genetici prenatali. Il libro, edito da A.Car Edizioni vuole essere un valido supporto informativo per tutte le coppie che vogliono approfondire questa tematica.

La presentazione del libro è prevista per sabato 18 febbraio alle 17.30 a Modena presso il Foro Boario di Via Nonantola. La fiaba destinata a bambini e adulti è arricchita delle illustrazioni di Chiara Vincenzi.


L’intento del libro è quello di fornire informazioni valide sulle potenzialità delle cellule staminali e sulla possibilità che i genitori hanno di preservare questo patrimonio biologico attraverso la donazione pubblica o la conservazione privata. Queste cellule infatti vengono ad oggi utilizzate in campo medico per il trattamento di oltre 80 patologie e sono un bene prezioso per l’uomo.

martedì 3 maggio 2016

Cellule staminali del cordone ombelicale: i processi di raccolta e conservazione

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente


Nonostante si senta sempre più spesso parlare di conservazione del cordone ombelicale, molti futuri genitori  richiedono informazioni riguardo a questa pratica, ancora relativamente nuova, soprattutto nel nostro Paese. Il prelievo è sicuro? Il bimbo proverà dolore? Come si conservano le cellule per un tempo così lungo? Proviamo in questa sede a fare chiarezza sulle modalità del prelievo delle cellule staminali presenti nel cordone e della loro conservazione.

Innanzitutto è bene tranquillizzare le famiglie riguardo alla sicurezza del prelievo del campione. La raccolta del sangue cordonale, infatti, avviene subito dopo il parto attraverso un processo semplice e indolore. Personale ostetrico qualificato effettuerà il prelievo di sangue dopo il taglio del cordone, mentre il bimbo starà già ricevendo l'assistenza postparto. Il campione raccolto sarà a questo punto trasportato nei laboratori della biobanca di conservazione, dove i biologi effettueranno le analisi necessarie per verificare l’idoneità del campione cellulare. In seguito, prima del congelamento il sangue cordonale viene ripulito dal plasma e dai globuli rossi e miscelato con un particolare agente crioprotettivo [1]. Conclusi questi passaggi i campioni vengono conservati in azoto liquido o gassoso a -196°C all’interno di particolari contenitori chiamati biocontainers, che si trovano all’interno di stanze provviste dei migliori sistemi di sicurezza, come sistemi di allarme in grado di rilevare anche la minima variazione di temperatura e  fonti secondarie di azoto, pronte ad essere rilasciate in caso black-out elettrici. 

Un recente studio scientifico ha dimostrato che conservando le cellule staminali cordonali seguendo questi processi, esse rimangono vitali e mantengono le loro importanti proprietà fino a 24 anni [2].

Per ulteriori informazioni: www.sorgente.com

Note:
1. Moise, K.J., Jr., Umbilical cord stem cells. Obstet Gynecol, 2005. 106(6): p. 1393-407.

2. Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117(18): p. 4773-7.

giovedì 17 marzo 2016

Scegliere la banca per conservare il cordone ombelicale

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Due futuri genitori affrontano la scelta della conservazione cordone ombelicale: ma a quale struttura affidarsi? Una decisione importante, considerato anche il fatto che le cellule staminali cordonali possono essere raccolte unicamente al momento della nascita.
Ad oggi le banche che si occupano di conservare il cordone sono numerose, ma non tutte offrono il servizio con lo stesso standard qualitativo. Ma quali sono i parametri da valutare per scegliere serenamente la banca a cui affidare il cordone ombelicale?

Bisogna considerare, come prima cosa, il numero di trapianti effettuati e quello di campioni conservati; un parametro di primaria importanza per valutare la reale capacità ed esperienza di una biobanca nello svolgere il ruolo di conservare il sangue cordonale in modo corretto.



E’ poi opportuno che una biobanca abbia certificazioni di rilievo relative alla qualità, tra cui la più importante è la GMP (Good Manufacturing Practice). Riconosciuta a livello internazionale, la GMP obbliga al rispetto di stringenti procedure operative per massimizzare la qualità dei prodotti ad uso clinico.
Dal punto di vista scientifico è importante che una biobanca sia altamente competente e che abbia al suo interno un Comitato Scientifico qualificato, che abbia all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche, valutate per quantità e soprattutto per qualità.

E’ importante inoltre verificare che la biobanca scelta metta a disposizione dei propri clienti misure specifiche per tutelarli dal punto di vista patrimoniale e legale. E’ preferibile quindi che il contratto proposto sia di diritto italiano e che rispetti il nostro sistema fiscale e le normative Europee di riferimento.
Utile è anche definire le coperture assicurative necessarie a garantire la conservazione del cordone ombelicale nel caso di insolvenza da parte della biobanca.
In Italia oggi solo Sorgente offre questo tipo di assicurazione, oltre a garantire la crioconservazione per 50 anni.

Ultimi elementi da considerare nella scelta della biobanca a cui rivolgersi: un servizio ininterrotto tutti i giorni dell’anno, un’assistenza domiciliare per le questioni burocratiche e la garanzia di diritto di recesso.
E’ consigliato dunque un servizio il più completo e affidabile possibile, per soddisfare le esigenze e le aspettative dei futuri genitori.

Per ulteriori informazioni: www.sorgente.com

giovedì 30 luglio 2015

La scelta di un test di screening prenatale non invasivo

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Aspettare un bambino comporta una serie di decisioni importanti da prendere, che riguardano per prima cosa la salute della mamma e del bambino stesso. Seguire buone abitudini alimentari e uno stile di vita equilibrato sono solo le indicazioni base per garantire il benessere di mamma e bebé; ci sono poi le visite di controllo e i test prenatali, capaci di individuare preventivamente alcune problematiche come ad esempio la sindrome di Down in gravidanza.
Secondo il parere dei ginecologi durante i mesi di gravidanza sono necessari una serie di controlli standard, tra i quali particolare importanza hanno i test di screening prenatale, che consentono ai genitori di avere informazioni sulla salute del loro bambino ben prima della nascita, addirittura già nelle prime settimane di gestazione.

Sono numerosi gli esami di screening che si possono fare durante la gravidanza e in questo panorama spesso non è facile scegliere a quali sottoporsi per ottenere risultati attendibili.
Prima valutazione da compiere è capire quanto precocemente si desidera conoscere come sta il proprio bambino. Il test che analizza il DNA fetale ad esempio è l’esame che si può svolgere prima, già dalla 10° settimana di gravidanza. Subito dopo sarà possibile svolgere il Bi test (tra la 11° e la 13° settimana) abbinato alla translucenza nucale ed infine il Tri test, tra la 15° e la 17° settimana di gestazione.
Si dovrà poi valutare un altro fattore altrettanto importante: il tasso di affidabilità. Questo è un dato che viene misurato sulla percentuale di anomalie effettivamente rilevate (come la Trisomia 21) e il tasso di falsi positivi, che sono i risultati del test che segnalano un’anomalia in realtà inesistente.
Analizziamo i tassi di affidabilità dei test di cui abbiamo già parlato. Il Bi test combinato con la translucenza nucale è considerato affidabile nella rilevazione della Trisomia 21 per l’80-90%, con un tasso di falsi positivi del 5%. Il Tri test invece ha un’affidabilità che scende al 60% con una percentuale di falsi positivi che arriva all’8%. Da ultimo il test prenatale del DNA fetale è considerato affidabile nella rilevazione delle principali trisomie fetali al 99%, con un dato dei falsi positivi inferiore allo 0,3%.
Tutti i test di cui abbiamo parlato sono considerati esami di screening, in quanto forniscono una percentuale di probabilità per cui il bambino potrebbe avere un’anomalia cromosomica.
Se il risultato del test è positivo o non chiaro, occorrerà sottoporsi ad esami diagnostici di tipo invasivo per confermare o smentire i primi risultati. È chiaro quindi quanto sia importante scegliere con attenzione i test di screening da effettuare, per ottenere risultati attendibili senza dover ricorrere ad ulteriori esami di tipo invasivo.
Il tuo ginecologo di fiducia saprà consigliarti per valutare i test più adatti a te.

Scopri il test prenatale Aurora sul DNA fetale su www.testprenataleaurora.it

lunedì 19 maggio 2014

Corso di musicoterapia in gravidanza: vantaggi per la mamma ed il bambino

A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Il corso preparto di musicoterapia in gravidanza rappresenta una scelta ottimale per quelle future mamme che vogliono affiancare, al corso preparto tradizionale, un percorso in cui la musica funge sia da importante mezzo di comunicazione con il bambino, che da utile strumento per il rilassamento della tensione muscolare per la donna in dolce attesa.
La musica e, più in generale, le attività sonoro-musicali, possono rivelarsi fondamentali durante un corso preparto: attraverso l’ascolto passivo di melodie lente e dolci, la futura mamma viene guidata in un percorso di rilassamento, imparando a gestire la propria ansia, a modulare il respiro, e potendo così non solo combattere lo stress immediato, ma anche arginare l’ansia e la tensione, raggiungendo uno stato mentale positivo e rilassato. 

La musicoterapia in gravidanza è pertanto utile allo scopo di consentire uno stato di rilassamento alla donna in dolce attesa, ma consente anche alla futura mamma di imparare a riconoscere le reazioni del bambino allo stimolo musicale. Queste reazioni alla musica si iniziano a percepire a partire dalla ventisettesima settimana di gravidanza, quando nel bambino ha inizio lo sviluppo del senso dell’udito che gli permetterà, da questo momento in poi, di reagire non solo all’ascolto dei suoni, ma anche alla voce della mamma o del papà. Per tutti questi motivi, durante il corso preparto di musicoterapia in gravidanza si mettono in atto delle strategie utili a stimolare il più possibile il sistema nervoso del bambino. Ai genitori si consiglia non solo di ascoltare le melodie volte alla produzione di uno stato di rilassamento efficace per la futura mamma – che potrà apprendere le tecniche per regolare la respirazione – ma anche di parlare al bambino, delicatamente, dolcemente e lentamente. Ma non solo: attraverso l’uso spontaneo della voce (i neo genitori possono anche cantare una melodia, una filastrocca o una nenia), si attiva un percorso di comunicazione importante con il bambino, che piano piano imparerà a reagire agli stimoli sonori dimostrando di riconoscere le voci dei genitori.


La musicoterapia in gravidanza consente anche lo sviluppo di strategie e tecniche di rilassamento che, se ben acquisite, potranno tornare utili al momento del parto: alla futura mamma basterà rievocarle per mantenere uno stato mentale di fiducia e rilassamento, anche durante quel delicato momento, ottenendo lo scioglimento delle tensioni muscolari ed una corretta respirazione, utile a gestire il dolore e l’ansia.
Poiché lo sviluppo del senso dell’udito nel bambino avviene a partire dalla ventisettesima settimana, si consiglia alle future mamme di seguire il corso preparto di musicoterapia in gravidanza proprio nell’ultimo trimestre. Tuttavia, per favorire il rilassamento ed il controllo mentale attraverso la musica, è possibile iniziare a seguire un corso preparto di musicoterapia sin dai primi mesi della gravidanza.

Sul sito www.corso-preparto.it, sarà possibile ottenere tute le informazioni sui corsi preparto e postparto più consoni alle proprie esigenze, effettuando una ricerca sul motore dedicato, su Ok Corso Preparto.
Sul canale YouTube Saluteingravidanza si possono consultare i video con i consigli degli esperti di fitness in gravidanza.

mercoledì 16 aprile 2014

Neonati in forma: la ginnastica con e per il bambino


Abbiamo fatto di tutto per il benessere del nostro bambino, già dai primi mesi di gravidanza: controlli medici frequenti, corsi preparto, letture sulla puericoltura e documentazione su conservazione cordone ombelicale e cellule staminali, attività fisica costante e moderata. Ed ora che è nato? Perché non continuare con le buone abitudini prese mantenendo una alimentazione sana e una vita attiva? Non è così difficile come sembra: bastano poche ore alla settimana che possiamo dedicare a noi stesse e al nostro bambino. Si, perché anche lui può venire con noi e godere della nostra compagnia in un modo nuovo e speciale. Naturalmente, la ginnastica per i bebé è da intendersi in maniera dolce e sotto forma di gioco: un modo nuovo, come dicevamo, per stare con la mamma (e perché no, magari anche con il papà).

I neonati infatti possono trarre benefici dalla "ginnastica" soft praticata da e con mamma e papà: semplici e delicate manipolazioni che possono essere apprese ed eseguite sin dai giorni di vita. Il movimento stimolerà la funzionalità cardiaca del neonato e aiuterà anche il metabolismo e lo sviluppo psicofisico del bambino. La manipolazione inoltre sarà di aiuto per la costruzione di un rapporto genitore-figlio ancora più stretto, sviluppando le caratteristiche relazionali del piccolo. Grazie alla ginnastica dolce per neonati si possono inoltre ottenere benefici sulla coordinazione, i riflessi e il senso dell'equilibrio del bebé.



Un altra attività ottimale sin dai primi mesi di vita è quella in piscina. Generalmente ci si può avvicinare a questa attività a partire dai sei mesi di vita, ma in alcuni casi è possibile trovare anche corsi di acquaticità per neonati che accettano bimbi dai tre mesi di vita in su. L'acqua per il neonato è un ambiente familiare, simile a quello che lo ha accolto nel grembo materno, e dunque i neonati generalmente si approcciano all'acqua con grande tranquillità e serenità. Anche per la mamma (o per il papà) dedicarsi questi pochi minuti in compagnia del suo bambino nell'ambiente acquatico può essere molto rilassante e aiutare a combattere lo stress e le preoccupazioni.

Quando poi il bambino sarà più grande si potrà passare a proporgli una attività fisica più intensa, sempre attraverso il gioco, il divertimento e la compagnia dei genitori. Tra le metodologie recenti per seguire questa strada vi è la psicomotricità, nuovo metodo educativo che guarda allo sviluppo psicofisico del bambino e propone una ginnastica adatta ad ogni età, a partire dai 10-12 mesi di età in poi.




Naturalmente, ogni iniziativa dovrà prima essere concordata con il pediatra, che dovrà dare il via libera, ed ogni esercizio o nuova esperienza risulterà ottimale se eseguita con la supervisione di un esperto che saprà guidare i genitori nella maniera più corretta ed insegnare loro a gestire il bambino senza ansie.

martedì 1 aprile 2014

Baby shower, la festa americana conquista l’Italia

A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Originario degli Stati Uniti, il baby shower è un evento nel quale si celebra l'arrivo di un bebè. Un appuntamento della tradizione americana che, piano piano, si sta diffondendo anche in Europa e nel nostro paese, acquistando un’importanza sempre maggiore, simile a quella relativa alla scelta del corredo per il piccolo o alla partecipazione a un corso preparto.
Che cos'è precisamente il baby shower? È una festa di celebrazione della futura maternità, che mette al centro la mamma e il figlio che porta ancora in grembo. Questa festa, che si svolge qualche settimana prima della nascita del bambino, è diventata popolare grazie alla diffusione in tutto il mondo di film e serie televisive americane. La tradizione del baby shower sta attecchendo anche in Italia, non diversamente da come è avvenuto per la festa di Halloween.

Di solito, sono le amiche o le parenti della futura mamma a organizzare l’evento, che prevede la partecipazione solo di donne. Nel corso del baby shower, amiche e parenti portano tantissimi regali per la neomamma – vera protagonista della festa – e per il bambino: “baby shower” indica infatti la doccia di doni per il bebè. Spesso è la stessa futura mamma a compilare una lista di ciò che può essere utile a lei e al nascituro, un po’ come fanno i futuri sposi con la lista nozze. Così facendo, la futura mamma non si troverà nella condizione di ricevere regali doppi oppure doni che resteranno inutilizzati.

In occasione della festa, viene inoltre predisposto un piccolo rinfresco e le donne si divertono con giochi a tema. Per esempio, cercano di indovinare la data del parto o la misura del pancione. In alcuni casi, vengono preparate dalle partecipanti più fantasiose delle decorazioni per la casa, degli inviti “su misura” e dei souvenir da conservare. Visto il successo di questo fenomeno anche in Italia, è nata anche nel nostro paese la figura professionale dell’organizzatrice specializzata nei baby shower, che cura dettagli e particolari dell’evento, per renderlo un momento speciale per la futura mamma.

Per festeggiare al meglio il baby shower, la futura mamma può frequentare un corso preparto che la prepari psicologicamente e fisicamente al parto, aiutandola a rimanere in forma. 
Attraverso il motore di ricerca di Ok Corso Preparto, è possibile trovare i corsi più in adatti a ciascuna mamma.
Per allenarsi ed essere in forma durante e dopo la gravidanza visita il canale Youtube Saluteingravidanza