domenica 12 maggio 2013

Quanto è importante l'educazione al movimento per il nostro bambino?


Il movimento sta alla base dello sviluppo del bambino che, per crescere, impara a conoscere le cose attorno a se per mezzo del gioco, del contatto con gli oggetti e delle persone che frequenta. Il bambino vive in prima persona le esperienze motorie ed inizia a prendere coscienza, ad organizzarsi nello spazio,  fino ad utilizzare il proprio corpo, sempre con maggiore sicurezza. 


L’attività fisica è consigliata ai bambini e la “psicomotricità” è una nuova metodologia educativa e terapeutica che si rivolge allo sviluppo psicofisico del bambino, attraverso l'integrazione e l'equilibrio di aspetti motori, cognitivi e affettivi. Mediante una ginnastica adatta alla propria età, il bambino acquisisce anche la capacità di esprimersi  e di relazionarsi con gli altri bambini e con gli adulti. In genere,  corsi o laboratori si rivolgono a tutti i bambini a partire dai 3/4 anni d’età, ma in alcuni nidi la psicomotricità viene proposta già a piccoli di 10-12 mesi.


Gli esercizi dovranno necessariamente essere basati sul gioco e stimolare la fantasia e la curiosità; in questi primi anni di vita, per esempio, si impara il concetto di equilibrio e si consapevolizzano gli atti respiratori ed il battito cardiaco e, soprattutto, si insegna al bambino il rispetto e l’accettazione delle regole dei giochi e dei compagni di gioco.

A presto!

mercoledì 17 aprile 2013

La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale

Il sangue del cordone ombelicale  si sta rivelando di grande interesse per la medicina in quanto, al suo interno, sono presenti cellule staminali caratterizzate da  interessanti capacità sia differenziative che immunologiche. Tali cellule possono essere o conservate in strutture pubbliche tramite la cosiddetta  donazione cordone ombelicale, oppure possono essere conservate privatamente in apposite biobanche. Ma cosa deve fare nella pratica una futura mamma che decide di conservare privatamente  le preziose staminali del cordone ombelicale?
I passaggi che i genitori devono compiere dopo aver preso la decisione di conservare il cordone del nascituro non sono così complicati, ma è bene conoscerli per non tralasciare nulla e fare tutto nei tempi stabiliti, senza stressanti corse dell’ultimo momento.
Per prima cosa i genitori dovranno scegliere la struttura a cui affidare le cellule cordonali del proprio bimbo. Le biobanche che offrono questo servizio non sono tutte uguali, non tutte propongono gli stessi standard qualitativi e le stesse tutele; ecco perché la scelta deve essere fatta con attenzione, tenendo in considerazione alcuni importanti parametri, come la presenza di un’assicurazione che garantisca la continuità del servizio anche il caso di fallimento della banca di conservazione e la presenza di certificazioni come la GMP [1], la più autorevole poiché riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.


Dopo l’adesione al servizio presso la struttura prescelta i genitori dovranno richiedere alla direzione sanitaria dell’ospedale dove avverrà il parto i moduli necessari per ottenere l’autorizzazione all’esportazione del sangue cordonale. A questo punto mamma e papà dovranno contattare la biobanca che si occuperà di inviare a casa il kit per la raccolta delle cellule staminali, che dovranno portare in clinica il giorno del parto. Dopo il parto l’ostetrica si occuperà di effettuare la raccolta del campione, che grazie ai dispositivi contenuti all’interno del kit sarà mantenuto a temperatura costante fino all’arrivo nei laboratori, dove le cellule saranno conservate in strutture chiamate bioconteiners a una temperatura di -196°C. Le cellule staminali verranno conservate per 20 anni e rimarranno a disposizione della famiglia in caso di necessità.

A cura di Ufficio Stampa Sorgente
Per maggiori informazioni: www.sorgente.com
Visita il canale Youtube Saluteingravidanza

Note:
1. Good Manufacturing Practice

martedì 9 aprile 2013

Corsi di nuoto per bimbi dai 6 ai 36 mesi

MA BIMBI COSI’ PICCOLI  NON RISCHIANO DI “BERE”, SE IMMERSI?

Nel neonato è fisiologico un meccanismo - chiamato comunemente "glottide" - che consente di bloccare il respiro quando si è in immersione. Questo meccanismo resta naturale nei primi sei mesi di vita, dal momento che il bambino lo ha utilizzato per nove mesi quando stava nel ventre della mamma. Già mediante i primi bagnetti casalinghi è possibile stimolare l’esercizio di questa attività, fino a renderla completamente consapevole.
E’ intanto fondamentale cominciare a utilizzare la vasca da bagno per i primi bagnetti, fin dalle prime settimane di vita del bimbo o della bimba, per non far perdere l’abitudine a stare nell’acqua acquisita nei novi mesi trascorsi all’interno del ventre materno. Esistono piscine ed impianti natatori con vasche di acqua calda che sviluppano corsi a partire da 3 mesi, anche se buona parte dei pediatri dà il consenso all’attività a partire dal sesto mese di vita.
Guarda i video sul canale Youtube Saluteingravidanza

mercoledì 27 marzo 2013

Nuoto neonatale e temperatura dell'acqua


QUANTI GRADI DOVRA’ ESSERE LA TEMPERATURA DELL’ACQUA, IN UN CORSO DI NUOTO NEONATALE?

E’ intanto fondamentale cominciare a utilizzare la vasca da bagno per i primi bagnetti, fin dalle prime settimane di vita del bimbo o della bimba, per non far perdere l’abitudine a stare nell’acqua acquisita nei novi mesi trascorsi all’interno del ventre della mamma. Esistono piscine ed impianti natatori con vaschette di acqua calda che sviluppano corsi a partire da 3 mesi, anche se buona parte dei pediatri dà il consenso all’attività a partire dal sesto mese di vita.


A partire dal sesto mese i bambini possono sopportare una temperatura di poco inferiore ai 33 gradi - non meno di 30, in generale - ed è possibile iscriverli presso qualunque impianto dotato di vaschetta riscaldata dedicata esclusivamente ai corsi di nuoto neonatale. Da ricordare che per contenere i “bisognini fisiologici” è necessario utilizzare dei pannolini/mutandine contenitivi resistenti all'acqua.
Prima di iscrivere i bimbi in piscina, chiedete il nulla osta al pediatra. 
Buon bagnetto!

martedì 26 marzo 2013

Nuoto per neonati

CHE FINALITA’ HANNO I CORSI DI NUOTO PER NEONATI?

Lo scopo di un corso di acquaticità neonatale non sarà quello di insegnare ai piccoli i segreti degli stili e le tecniche di nuoto più raffinate, ma prolungare il piacere dello stare ancora nell'acqua lavorando sulla motricità attraverso una semplicissima attività ludica.

L'attività in acqua è una bellissima esperienza  mediante la quale il bambino rinforza il sistema cardio-circolatorio, respiratorio e l'apparato scheletrico. La relazione affettiva viene fortemente stimolata dalla cooperazione coi genitori, che in genere partecipano attivamente alle lezioni, mentre la presenza di altri bambini favorisce la socializzazione.

Per saperne di più guarda i video con la piccola Vittoria su Youtube.